Lapis and Notes



Lapis and Notes


Post Scriptum:

Welcome.
(To the Jungle).

"Gli svedesi hanno capito quello che la Scavolini ancora no. Ovvero. Che la gente comune ha 40 mt quadri per farci stare un letto, una cucina e un water. E ha sempre sognato la penisola. Poi si è ridimensionata, nel momento in cui ha realizzato un fatto.
Che i sogni si pagano al metro quadro".







mercoledì 28 maggio 2014

Learn to. [# Lezione 2]

# Lezione 2

Learn to strive for good feelings.

Riconoscere con accuratezza ciò che è necessario per evitare le crisi di nervi.
(E per sopravvivere).


L'avocado per colazione. Sdraiarsi per terra.
Correre in mezzo alla natura, in silenzio. Senza musica, senza nessuno.

Un braccio intorno alle spalle. Le mucche al pascolo.
Essere gentile con i genitori e con i colleghi.

Una mano sulla spalla, sul ginocchio. Sentirsi in armonia, accettati dalle persone intorno.
Un abbraccio stretto. (Strettissimo).
Un bacio. (Di quelli che non sai più dove ti trovi e che ore sono).

Una persona che ti cerca e che ha voglia di vederti perchè lo percepisci. (Mica perchè te lo dice).
Saper giocare con le persone e stare al gioco, perchè ci si annoia facile. (Ma in modo leale).

Snowboard in una pista deserta, in una perfetta giornata di sole.
Kitesurf con 18 nodi. (E lo scintillio del sole riflesso nell'acqua).
Stare a testa in giù, sulle  mani. E vedere com'è il mondo a rovescio.

Ballare un ballo di cui non conosci i passi. Giocare a un gioco di cui non conosci le regole. (Perchè si impara, ma ci vuole pazienza). 
Stare nel presente. Nel qui. Con progetti sì, ma senza troppe aspettative.

Scrivere. (Quando senti che devi fissare un pensiero).
Leggere. (Quando senti che hai bisogno di aiuto e di ispirazione per la vita).

Girare per i mercatini vintage, comprare frutta e verdura persi nei pensieri.
Un Moijto al tramonto, in riva al mare, ricoperti di sabbia e di sale. Con la pelle color oro.

[...]

E tutto ciò che se non avessimo costantemente la forza di cercare, di volere e di fare in modo che accada, saremmo fatti del nulla più assoluto.




venerdì 23 maggio 2014

Learn to. [#Lezione 1]

#Lezione 1:

Learn to let people and things go.

(Del perchè, alla fine, succede spesso che la strada che si percorre insieme a qualcuno, o qualcosa, diventa la strada che percorri da solo).

Una amica che va ad abitare lontano. O che si sposa e ha dei figli. O entrambe le cose.
Un amico che si fidanza e non ti dedica più tutte le chiacchierate, il tempo e i consigli di prima (consigli maschili, ergo facenti parte dell'insieme Finito - ma Illuminato - delle Verità Rivelate).
L'insegnante che ti ha insegnato le cose più utili sulla faccia della terra che smette di insegnare.
La persona con la quale flirti che smette di flirtare. Succede che non lo chiami più, che non lo vedi più. Che non ti chiama più lui. Insomma succede che Fine. Non era persona, non era momento.

Non gli piacevi abbastanza.
O non ti piaceva abbastanza.
(Spoiler: le donne si sono mediamente rotte i coglioni di essere innamorate dell' Amore).

La biro della Laurea, la piastra GHD che fa i capelli perfetti togliendo l'effetto scopa, le scarpe con il tacco spelato dai sanpietrini. Le sneakers ormai senza più suola.
L'orecchino che cade e si rompe in mille pezzi. Gli occhiali da sole lasciati sul treno. L'ombrello che ti rubano fuori dal negozio o dalla biblioteca. E che tu, con tutta probabilità ruberai a tua volta, se piove.

Insomma, imparare a fare senza.
Di tutti, di tutto.
(Non proprio, ma il senso lo avete capito).

Lasciare che ogni persona, ogni cosa segua il proprio destino.







venerdì 16 maggio 2014

If you are tired, angry or hungry. Run with Faith (in Youth).

Una èquipe medica della McMaster University Dell' Ontario ha dimostrato che.

I roditori sedentari non solo si ammalano prima e più spesso, ma anche il pelo si deteriora.
Se costretti a correre senza sosta sulla ruotina, invece, ce l'hanno più lucido e folto, nonostante l'età*.

[*fonte: New York Times]

Conclusione:

I topi che in gabbia non si fermano mai portano meno i segni dell'età e sono più in forma.



Se ne deduce che:

Ritrovate motivazioni.
Datemi una ruota.
(E un paio di Nike)

mercoledì 26 marzo 2014

This is where the difficulty lies. [Trad: "E qui casca l'asino"]


"Qual è la domanda a cui avreste paura di rispondere dicendo la Verità?"



No. Non questa



La Verità dico eh!
Non la verità con la lettera minuscola. O quella omessa.

Quella!
La Verità Vera.

Mica cazzi.




In caso di incertezza, chiedere a loro*:





[*soluzione: Monty Python]

martedì 25 marzo 2014

E io che mi credevo. (Interpretazioni ostinate e contrarie).

Durante il mio percorso di lettrice, breve o lungo - a seconda del punto di riferimento che si utilizza  - ho osservato un fatto.

Un fatto evidente, semplice, perfettamente sincrono e preciso.

Sin dai primi due libri letti, nel lontano 1996, "Il Gabbiano Jonathan Livinstone" e "Jack Frusciante è uscito dal gruppo", arrivando fino all' ultimo, letto ieri, "l' Arte della vita" di Zygmunt Bauman, ho sempre creduto di essere io a scegliere i libri da leggere.

Illusa.

Ho sempre pensato di decidere cosa leggere e quando. (Che in parte è pur vero, ma la relazione non è così unidirezionale come pensavo fosse). Invece, viene fuori che il "cosa" e il "quando" non sono così arbitrari.
Ovvero, la controparte fa il proprio gioco, la propria scelta. Sceglie o meno di essere lì, di farsi leggere, di farsi conoscere e interpretare. In quel preciso momento.

I libri si fanno trovare nell'esatto momento in cui abbiamo bisogno di loro, nell' esatto momento in cui vogliono dirci qualcosa di importante. Sono in grado di aiutarci, sostenerci, consolarci.
Ci rigenerano. Ci rendono forti o sensibili. Più consapevoli. Più adulti.
Ci "provano" ad una relativa verità adattabile alle nostre vicende personali.
Ed è un compito che assolvono sempre, come instancabili aiutanti, empatici amici, come amorevoli compagni di avventure, Spiriti-Guida presenti in ogni favola.

Leggendo tra le righe trovo risposte, ancora prima, trovo le giuste domande. Trovo ciò che mi stavo chiedendo, che mi stava arrovellando un po' il cervello. Ritrovo un pezzetto di me.
Credo che questo sia uno dei motivi per cui chi ama leggere, legge.
Con la differenza che sono i libri che ci scelgono, anche se siamo convinti del contrario.
Hanno un tempismo che spacca il giorno, la settimana, il momento.

E succede così un po' anche con i fatti della vita, con le persone, con le situazioni.
Succedono, "capitano" proprio per un  motivo, non sono mai random. Mai casuali.
Servono per capirci, per crescere, per capire gli errori e metterci alla prova nel campo di sperimentazione semplicissimo, struggente, fantastico, complesso -  tutto allo stesso tempo -  che è la vita.

Un delicato, sottile gioco di equilibri.
E di nervi saldi (come dice un caro amico).

Tanto difficile da comprendere e difficile da interpretare, quanto divertente ed entusiasmante se preso con la giusta dose di consapevolezza, leggerezza e ironia.

E AUTOIRONIA.
Nel bene e nel male.

L' autoironia è ciò che ci salva, la leva di emergenza che ristabilisce lo status quo.
Da tenere sempre presente.
(Anche durante la lettura della filosofia in South Park).



lunedì 24 febbraio 2014

Chiarezze. Insiemi inclusivi di.

[Universalità] def.

Si definisce quale caratteristica generica che include e riguarda  tutto ciò che esiste ed è stato creato nell' universo-mondo.
Kant ha trattato l'Universalità a priori e quella a posteriori.

Esempi:

- Le emozioni (a priori)
- Le leggi dell' amore (a priori)
- Le corna (a posteriori)


[Peso specifico, ghisa] def.

Si definisce peso specifico assoluto il rapporto tra il peso di un corpo P e il suo volume V.
Il peso specifico assoluto si calcola con la seguente formula:
peso specifico
Ricordando che: P = m · g, il peso specifico può essere calcolato anche nel seguente modo:
formula peso

Quello della ghisa è 7,10 kg/dm

Esempi:

 - Uomini logorroici che parlano troppo -  a sproposito -  e soprattutto, che utilizzano il proprio Ego quale complemento di specificazione.

- Donne che hanno sempre bisogno di certezze, di qualcosa, di qualcuno.
Quelle che chiedono sempre.
Quelle che guardano le soap opera e che fanno le riunioni Just.




giovedì 6 febbraio 2014

La necessaria distinzione tra Jedi e Sith: guida pratica a come riconoscere Darth Vader nel Paese delle Larghe Intese.




Continuamo davvero a rendere la vita del nostro Bel Paese alla stregua del Pianeta Morte Nera?
Chi ancora ha il coraggio di subire una qualsivoglia Fascinazione dal Lato Oscuro della Forza?
Non abbiamo ancora capito che la trasformazione in Darth Vader è già stata completata?
Come possiamo ovviare a un generale senso di disfacimento che cala come un ineluttabile sudario sul destino dell’universo?

Se non sappiamo riconoscere i Cavalieri Jedi del caso - vuoi per incapacità nostra, vuoi per mancanza di, vuoi per Antani - almeno impariamo le elementari tecniche di sopravvivenza e a liberarci dal male.

Keep the Ass as Safe as Possible.