Lapis and Notes



Lapis and Notes


Post Scriptum:

Welcome.
(To the Jungle).

"Gli svedesi hanno capito quello che la Scavolini ancora no. Ovvero. Che la gente comune ha 40 mt quadri per farci stare un letto, una cucina e un water. E ha sempre sognato la penisola. Poi si è ridimensionata, nel momento in cui ha realizzato un fatto.
Che i sogni si pagano al metro quadro".







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lunedì 2 febbraio 2015

In the Beginning was.

Per un 2015 migliore.

- Focus sul presente
- Affrancarsi e farsi solo accompagnare da un passato che non è più
- Farsi psicoanalizzare
- Limite di utilizzo annuo di occhiali hipster con lenti rotonde
- Il Fai da te (in qualsiasi settore, anche il più magnificamente Egoriferito)
- Mensio ansia, più concretezza
- Meno televisione, più Natalia Aspesi
- Perdersi nella bellezza di Luca Argentero su Instagram
- Servizio delivery per i ristoranti
- Nuovo disco di Sufjan
- Ryanair nuovamente ai prezzi di Ryanair
-  Ritorno di un Vocabolario articolato e no slang giovanile, riutilizzo della "per" e della "ch"
- La merenda
- Abolizione del termine "flessibilità"
- Doveri e Diritti
- Protezione. Per le donne, per i lavoratori, per i bambini, per i disoccupati. Per il pene&vagina
- Abbracci. Inteso anche come biscotti
- Sostituzione delle tue 40 password dalle impronte digitali
- Più piste ciclabili e meno cicli a scatto fisso
- Nuovo libro sui cuori infranti di Franzen
- Saldo a sette giorni delle fatture
- Nuovo album degli Arctic Monkeys
- Prevenzione su ogni organo interno e non. Sulla cultura. Sull'intelligenza.
- Meno mail inutili, più lettere d'amore
- Abolizione delle citazioni e degli arforismi di Oscar Wilde
- Air bnb per tutti
- Capire se il tuo messaggio è stato capito nel tuo modo di intendere
- Abolizione delle emoticon in tutte le conversazioni
- Salumerie con tavoli e seggioline pieghevoli in ogni angolo di strada
- Abolizione delle cene costose senza un senso
- Letture al parco da Aprile in poi
- Premio in cioccolatini per ogni mezz'ora di sport
- Abolizione dell'articolo 18 in cambio di asili aziendali
- Mercatini del Riuso, del cambio e dello scambio, della trasformazione, del nuovo usato e del vintage
- Nuova bevanda: Cedrata Tassoni alcolica
- Musica dal vivo sempre, come nei 90's
- Abolizione delle Cover band
- Arginamento delle pubblicità di culi perfetti
- Fornitura Annuale di gelato Hagen Dazs per chi compila i questionari di soddisfazione del cliente
- Zero tasse e contributi sotto i 24 mila euro
- Partite iva a regime di vere partite iva: orari e gestione del lavoro personalizzata
-  Liberazione dal Black Tie
- Wi Fi aperte ovunque e che funzionano in treno
- Abolizione della pioggia il lunedì e il weekend
- Abolizione della sindrome premestruale
- Nuove lenti a contatto da poter tenere sempre
- Autopreparazione e autodisfacimento della valigia
- Cibo pronto all'arrivo a casa, ma non confezionato
- Beppe Grillo nel dimenticatoio, come il Sudoku
- Estinzione del chiuaua
- Smartphone che si ricaricano con il calore del corpo
- Affermazione di leader politici colti, eleganti, coraggiosi, visionari e realisti
- Incentivi alla rottamazione delle scarpe brutte e reggiseni rovinati
- Tutte le aziende italiane con chiusura bilancio in positivo


Chiederle tutte queste cose, lavorare per esse e volerle con il cuore.














martedì 18 novembre 2014

Highway to Hell. (Take me down to the Paradise City).

Quasi niente crea così complicità come un viaggio in macchina. Se i passeggeri sono ben predisposti a, ovviamente.

E' il tempo del viaggio, oggettivo, a scandire il tempo della vicinanza fisica (forzata) e dell'eventuale scambio comunicativo - più o meno superficiale - da questa facilitato.
Il viaggio in macchina insieme permette di aprirsi, ma anche di chiudersi e dormire. O telefonare. O restare persi nei propri pensieri. O ancora, cantare.
Mi ha permesso spesso di farmi conoscere e di conoscere, di ascoltare e raccontare. Di chiedere, essere curiosa e conseguentemente anche di soddisfare le mie curiosità sul passeggero/i in questione. Favorisce l'intimità, la conoscenza reciproca. Le confidenze.
Attraverso la vicinanza forzata che non prevede disturbi esterni di sorta, senza la possibilità di deviare quel perfetto "qui e ora" che alle volte amo fare, in quel preciso istante, accade che si sviluppa un articolato quanto complesso chiedersi e rispondersi reciproco, raccontarsi come si vede la vita e quelle cose delle esperienze passate che stanno sotto la voce Cazzate Immense ma che, alla fine, rifarei. E comunque cose facenti parte di me, ergo concrete. Scelte e volute. A volte con leggerezza, a volte con serietà estreme.
In un tempo che diventa flusso e in uno spazio che diventa intangibile perchè in costante cambiamento sento la sensazione di essere al di fuori delle leggi del Mondo. Le più segrete confessioni  assumono un diverso aspetto, sembrano più leggere, eteree, impersonali. Svincolate dalla "transitorietà" dello spazio-tempo e quindi forse mai accadute.
Lo spostamento costante alleggerisce le cose raccontate disperdendole nell'etere e lasciandomi più pulita, più innocente.
Favorisce anche la conoscenza, mi sento in diritto di poter chiedere quasi tutto con talune persone. Sento che ciò che viene detto in quella macchina, in quel viaggio, resterà circoscritto proprio lì. E' un momentaneo levarmi le maschere dei ruoli della vita, essere quella che sono, farmi male, espormi, conoscere meglio, dare consigli, ascoltare, farmi provocare e provocare a mia volta.

Ho capito che quando mi interessa una persona, da un punto di vista intellettuale soprattutto, il viaggio in macchina è ciò che più avvicina alla possibilità di apertura e scambio veri, spontanei. Ci si rilassa di più, non è necessario sempre guardarsi negli occhi (per forza di cose), si può riflettere di più e le pause del discorso sono più lunghe. Si possono vedere splendidi paesaggi, tramonti, montagne e stelle. Bufere e acquazzoni.
E' essere se stessi starsene lì, seduti sul sedile.
Offre anche vanitose possibilità di farsi guardare e di farsi belli agli occhi del passeggero (se si sta guidando) nel caso fossero in atto eventuali fasi di corteggiamento.

Quindi, ecco, nel momento in cui volessi davvero conoscere qualcuno sarebbe necessario farci un viaggio in macchina.  Abbastanza lungo.
Altro che cene o aperitivi, dove il rischio di banalità e di imbarazzi è più alto. Dove dobbiamo studiare di più le mosse, le parole e le strategie. Dove i clichè abbondano e irretiscono i neuroni, c'è chiasso e distrazione continua.

Al massimo poi, chessò, un caffè e un muffin in Autogrill alle 2 di notte. 
Perfetto.







mercoledì 29 ottobre 2014

Cronologie di Lettura. (17 anni di).

Mentre spulciavo un po' di scatoloni ho trovato tutto il bel malloppone dei quaderni che mi hanno portato in giro dall'adolescenza ad oggi (sì, l'età "adulta", ma non lo volevo scrivere).
Quaderni zeppi di robe scritte, personali, biografiche, copiate, tratte da, citazioni, pensieri, idee, nostalgie, cose varie ed eventuali e un elenco preciso e dettagliato nel tempo dei libri che ho letto.

1. Lo ammetto, sì. Ho letto Coelho e compagnia. Ma ero giovane, molto giovane.
2. Ho inserito in elenco tutti i libri universitari per darmi un tono più culturale.
3. Questo elenco è pieno zeppo, a ben vedere, anche di libri di merda. Pur sempre libri, però.

Metto le mani avanti.
 
1997.
Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Brizzi
Il Piccolo Principe, A. De Saint Exupery
Tristessa, J. Kerouac
Post Office, C. Bukowsky
Il Gabbiano Jonathan Livingstone, R. Bach

1998.
Lennon Bugatti Guevara, Brizzi
Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, L. Sepulveda
Racconti del sabato sera, A. V.
Pulp, C. Bukowsky
Il Ponte sull' eternità, R. Bach
Bastogne, Brizzi
La vita dopo Dio, Coupland
I quasi adatti, P. Hoeg
E morì con un felafel in mano, Birmingham
Come un romanzo, D. Pennac
Stranalandia, S. Benni
Lucertola, B. Yoshimoto
Tsugumi, B. Yoshimoto
Il vecchio che leggeva romanzi d'amore, L. Sepulveda
Sonno profondo, B. Yoshimoto
Due di due, A. de Carlo
N.P. , B. Yoshimoto
Di noi tre, A. De Carlo
Altri Libertini, P. V. Tondelli
C'è nessuno, J. Gaarder
Destroy, I. Santacroce
Ma tu lo sai che è impossibile? P.I.Taibo II
Incantesimi, L. Ferri
Signori bambini, S. Benni
I giochi della notte, S. Dagerman
Il mondo di Sofia, J. Gaarder
L' enigma del solitario, J . Gaarder
La profezia di Celestino, J. Redfield
Arcodamore, A. De Carlo
Full of life, J. Fante
Sogni di Bunker Hill, J. Fante
Il giorno in cui camminammo sulla Luna, D. Guterson
Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto, P. Coelho
La strada per Los Angeles, J. Fante
Quell'anno a Madrid, D. Chavarria
Sly, B. Yoshimoto

1999.
Luminal, I. Santacroce
La prima sorsata di birra, P. Delerm
L' Alchimista, P. Coelho
Uno, R. Bach
Il candido o l' Ottimismo, Voltaire
Il destino come scelta, T. Dethlefsen
Verrà la vita e avrà i tuoi occhi, Ockayovà
Tre ragazzi immaginari, Brizzi
L'essenziale è invisibile agli occhi, Ockayovà
Il Manuale del Guerriero della Luce, P. Coelho
Castelli di Rabbia, A. Baricco
Le distese del cielo, I. B. Singer
Alta fedeltà, N. Hornby
Lo scafandro e la farfalla, J.D.Bauby
Messaggio per un'aquila che si crede un pollo, de mello (si, l'ho letto. Confesso)
Oceano Mare, Baricco
City, Baricco
Amrita, B. Yoshimoto
Tokio Blues, Murakami
Il bar celestiale, Youngholm
Va dove ti porta il cuore, S. Tamaro
In tempo per il cielo, Romagnoli
Anima mundi, S. Tamaro
Per voce sola, S. Tamaro
Un ragazzo, N. Hornby
Sorelle d' estate, J. Blumes
Requiem per tre padri, Ockayovà
Veronica ha deciso di morire, Coelho
L'ultima amante di Hatchiko, Yoshimoto

2000.
In uno specchio, in un enigma, J. Gaarder
Nel momento, A. De Carlo
Una stanza tutta per sè, V. Woolf
Nietzsche e la filosofia del 900, Ferraris
La morte a Venezia, T. Mann
Il Piacere, D'Annunzio
Il Fu Matia Pascal, L. Pirandello
Miti e coscienza del decadentismo italiano, Salinari
Il Ritratto di Dorian  Gray, O. Wilde
La poetica del decadentismo, Binni
Honeymoon, Yoshimoto
Il mago dei numeri, Enzensberger
Il portico, Delerm
L' immortalità, M. Kundera
Il Diario di Bridget Jones, H. Fielding
Demian, H. Hesse
L' insostenibile leggerezza dell' Essere, Kundera
Fidanzata in coma, D. Coupland
Il sorriso di Buddha, A. Videha
Ansia ed angoscia, A. Le Gall
Il destino come scelta, Dethlefsen
L'essenziale è invisibile, Drewermann
Come Proust può cambiarvi la vita, A. De Botton
 Il Diavolo e la signorina Prymm, Coelho
Psicoanalisi e morale in Freud, Lambertino
Manuale di Sociologia, G.A. Gilli

2001.
L'uomo che si innamorò di un orso bianco, R. U. Akeret
La memoria degli anziani ticinesi alla fine del secolo, Padovani
Manuale di Psicologia Generale, Sirigatti
Apprendimento e memoria, P, Moderato
Apprendimento e organizzazione dell' esperienza, P. Moderato
La scienza della Personalità, Pervin
L'indagine della Personalità, Galeazzi Franceschina
I test di personalità, Sanavio Sica
Performance Improvement, Oggioni Rolandi
Agnes, P. Stamm
Platone è meglio del Prozac, Marinoff
Crazy, Lebert
L' attore americano, R. Campo
Mai sentita così bene, R. Campo
Psicologia sperimentale, Guigan Frank
Introduzione alla psicologia, Storia e motodi. Parot Richelle
Il pieno di Super, R. Campo
Il Dottor Niù, BEnni
Fango, N. Ammaniti
Ti prendo e ti porto via, N. Ammaniti
I love shopping, S. Kinsella
Via dal nido, R. Bach
Io non ho paura, Ammaniti
Pura vita, A. de Carlo
Principi di biologia, Cambpell (...maledetto!)

2002.
H/H, Yoshimoto
Vorrei che da qualche parte ci fosse qualcuno ad aspettarmi, A. Gavalda
Barnum, A. Baricco
Barnum 2, A. Baricco
Registro di classe, Onofri
Mai piangere sul latte versato, Weir
Aveva piovuto tutta la domenica, P. Delerm
Il portafortuna della felicità, P. Delerm
Test per la scuola, Passolunghi e De Beni
Teorie dello sviluppo psicologico, Miller
La comprensione dello sviluppo, Cowie Blades
4 cose sugli uomini che le donne dovrebbero sapere, De Angelis
Sono una ragazza meravigliosa, E. Wurtzel
Esercizi d'Amore, A. de Botton
Per un'apocalisse più svelta, A. Busi
Cazzi e canguri, Busi
Sarah, J.T. Leory
Manuale di psicologia dinamica, Stella Zavattini
Storia della psicoanalisi, Vegetti Finzi
Introduzione al pensiero di Bion, Grinberg
Narrazione e Psicoanalisi, Arrigoni Barbieri
Freud con antologia freudiana, Musatti
Adam's family, Rawster
Benzina, Stancanelli
Manuale di Psicologia Sociale, Arcuri
Sè e identità, Mancini
Processi di pensiero e dimaniche sociali, Polmonari
Gli scrittori inutili, E. Cavazzoni
Capire i sentimenti, V. Slepoj
Il piacere di soffire, A. De Botton
Fondamenti anatomo-fisiologici dell'attività psichica, Khandel


2003.
Il delfino, S. Bambaren
Il guardiano del faro, S. Bambaren
Principi di Neuroscienze, Schwartz e jessel
Lezioni di fisiologia del sistema nervoso, Rizzolati
Conversazioni, storie, discorsi, Ramazzi
Comunicazione e condizione umana, Pearce
Verso un'ecologia della mente, G.Bateson
Pragmatica della condizione umana, Beavin e Jackson
Perchè le donne non sanno leggere le cartine e... , Paese
Desideri, S. Minot
L'amore dura tre anni, Beigbeder
La piccola ombra, Yoshimoto
Animal Tropical, P.J. Gutierrez
Rapimento, S. Minot
Panta Rei, De Crescenzo
L.a. Woman, Yardley
Felicità, Ferguson
L. 26900, Beigbeder
I gruppi sociali, Speltini Palmonari
La forza delle idee, Doise
Invidividui dominanti, gruppi dominati, Lorenzi Cioldi
Sola? A. Appiano
Stato di eccitazione, Hawke
Undici minuti, Coelho
Ci vediamo da Ruby, Davis
La testa ben fatta, Morin
Follia, P. Mc Grath
100 colpi di spazzola prima di andare a dormire, Melissa P (un intermezzo, in tutta questa cultura, passatemelo)
Orientamento scolastico e professionale, Venini
Orientamento in età volutiva, Castelli
Alla ricerca della felicità: il viaggio di Harold, Lelord
Teorie dei test psicometrici

2004.
Quello che tua madre non ti ha detto e che avresti dovuto sapere, J. Gray
Marte e Venere in camera da letto, J. Gray
Clima organizzativo e comunicazione interna, C. Palumbo
La valutazione dei risultati della formazione, C. Palumbo
Psicologia della Salute, Benvenuti
Psicologia e Medicina, Banvenuti
Scusate se ho 15 anni, Trope
Piccola filosofia per non filosofi, Moser
Esco a fare due passi,  F. Volo (e vabbè. si. L'ho letto)
Questo è un gioco, Bateson
Mente e natura, Bateson
Abilità differenti, Fornasa Medeghini
I sette saperi, Morin
Autoefficacia nelle scelte
Puerto Plata Market, Nove
Girls, Kelman
Istant Love, Bianchini
Techniche dell'intervista e del questionario, Zammuner
Desiderabilità sociale e quiescenza, Roccato
Psicologia di comunità, Amerio
Manuale di Psicologia di comunità, Zani Palmonari
Costuire e valutare i progetti nel sociale, Leone Prezza

2005.
Baby Vogue, Felberbaum
Un indovino mi disse, Terzani
Il corpo sa tutto, Yoshimoto
La prossima volta, Levy
Se nessuno parla di cose meravigliose, Mc Gregor
Se solo fosse vero, Levy
Psicologia del lavoro, Sarchielli
Psicologia delle Organizzazioni, Depolo
Psicologia e sviluppo delle risorse umane, Levati Saraò
Il libro del mal d'amore, Iwasaki
Il Diavolo veste Prada, Weisberger
Il venditore di storie, Gaarder
Camilla e i vizi apparenti, Pederiali
Troppo Amore, A. Grandes
Giro di vento, Baricco
Le attrici, Stancanelli
Dieci cose che ho fatto che non posso pensare di aver fatto, Morozzi
Ti saluto filosofia, Malerba
L'era del porco, Morozzi
Il tempo di sognare, Arduino
Non buttiamoci giù, Hornby
Cosa ti aspetti da me? Licalzi
Ritrovarsi, Litt
Ti seguo ogni notte, Bianchini
Duro come l'amore, R. Campo
Margherita Dolcevita, Benni
Chiudimi le labbra, Arduino
Il lessico dell' amore, Salway
Blackout, Morozzi
Consigli di un gay agli etero per sedurre le donne, F. Minuit
Pshycofarmers, Adamo Benzoni

2006.
Le cose dell' amore, U. Galimberti
L'importanza di essere amati, A. De Botton
L'amore può durare?, Mitchell
Generations of Love, Bianchi
Perchè amiamo, Fisher
La pazza di casa, R. Montero
Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte, M. Haddon
L'arte di viaggiare, A. de Botton
Esercizi d'Amore, A. de Botton
Il cuore di tartaro, R. Montero
Il quoziente emotivo, Filliozat
L' abito di piume, Yoshimoto
Non è niente, Bernardini
La terapia delle coccole, P. Balestro
Ma le stelle quante sono, Carcasi
Lo sparo, Levy
L'identità, Kundera
Tutto il grillo che conta, Grillo (ancora non avevo capito eh)
La figlia del Cannibale, Montero
Stanza 411, S. Vinci
Gli armadi vuoti, Ernaux
Gente del Wyoming, Proulx
Prep, Sittenfeld
Un posto nel mondo, F. Volo
Il potere dei sogni, Sepulveda
Dorian, Self
Donne e topi, Gucci
Questa storia, Baricco
Non lasciarmi, Ishiguro
Zoo, Santacroce
In un batter di ciglia, Blink
Una famiglia particolare, Jardin
Lacune, Zanetti


2007.
Sono come il fiume che scorre, Coelho
Chi ha spostato il mio formaggio, Johnson
Lunatica, Arachi
Caos Calmo, Veronesi
Sono di legno, Carcasi
Come si fa, Battaglia
Le pillole di Aristotele, L. Marinoff
La camera blu, Paravicini
Una vita da lettore, Hornby
Lettino, Medeiros
Il ragazzo che apriva la fila, Grandes
Il pellegrino dalle braccia di inchostro, Brizzi
Cioccolata per due, Winston
L'economia delle cose, Varvello
Il nuovo senso della vita, Mosca
Molte vite, un'anima sola, Weiss
Crimini e farfalle, Cattaneo
Manuale di sopravvivenza per le donne che amano troppo, Kerner
La vergogna delle scarpe nuove, Nori
Ricordi di un vicolo cieco, Yoshimoto
L'uomo che mi lava, Maran
Sull'amore, Crepet
I movimenti remoti, Parise
Pornosnob: Diario di un'anti Bridget Jones
I segreti dell' amore, Lelord
Guardami negli occhi, Marugo
Amori Boomerang, Giglio Raganin

2008.
L'amore e le altre forme d'odio, Ricci
Un giorno questo dolore ti sarà utile, Cameron
Io no, Licalzi
Il mistero dell' innamoramento, Alberoni
Oggi mi va di sognare, Gavalda
Perchè gli uomini possono fare una cosa per volta, Paese
Un'ultima stagione da esordienti, C.Cavina
La casa dei gusci di granchio, M. Stella Conte
Senza santi in Paradiso, Testud
Le donne dovrebbero nascere con il libretto delle istruzioni, Marmelo
Chi ama torna sempre indietro, Musso
Tutto per una ragazza, Hornby
Love life, Kluun
Ti ho lasciato un messaggio sul frigo, Kuipers
La solitudine dei numeri primi, Giordano
Elogio della coincidenza, Schwarcz
Piccoli crimini nell'età dell'abbondanza, Kneale
Dove abitano le emozioni, Crepet
Una donna in bilico, Extebarria
Non avevo capito niente, Da Silva
Il matrimonio dei fiammiferi, Carroll
Firenze nera
E lasciamole cadere queste stelle, F. Timi
H, A. Ferrari
UN'inquilina particolare, E. Gucci
Sette uomini d'oro, Licalzi
La zona cieca, C. Gamberale

2009.
Gli esseri felici, M.G. Torrente
Durante, De carlo
Falli soffrire, S. Argov
La danza delle falene, P. Adams
Da un'altra carne, De Silva
Voglio guardare, De Silva
Il male e come trasformarlo, Pierrakos
Il bambino che non sapeva mentire, Hyland
Diario di scuola, Pennac
Quando le cose non accadono per caso, Richo
La sinfonia del tempo breve, Signorini
L'ultima lezione, Pausch
L' equilibrio degli squali, Bonvicini
Firmino, Savage
La grammatica di Dio, Benni
Se ti fermi ti innamori, Frescura
Colui che gli Dei vogliono distruggere, Morozzi
Amore, prozac e altre curiosità, Extebarria
Il libro delle cose perdute, Connolly
Abbandonati e felici, Schimperna
L'infinito nel palmo della mano, Belli
Non avere paura, Huber
Manuale del mondo interiore, Van Swaaij
Io non soffro per amore, Extebarria
Il primo amore, Alberoni
Il cervello delle donne, Brizendine
Se la vita è gioco ecco le regole, Carter Scott
Le tre domande della felicità, J. Bucay
Il mondo dell' aura, Mameli

2010.
Meno male che mi hanno letto le favole, F. Salardi
Centri e corpi sottili, Aivanhov
La chiave essenziale, Aivanhov
La vita che volevo, Licalzi
Lo sposalizio nei cieli, Varetto
Lavorare piace, A. De Botton
Le donne più belle si vedono negli aeroporti, De Silva
La donna di scorta, De Silva
Buongiorno Los Angeles, Frey
Storia d'amore dell' East Village, Perez
Tutta un'altra musica, N. Hornby
Come diventare un Budda in quattro settimane, Giacobbe
Il club dei desideri impossibili, Torres Blandina
Tutto può il cuore, M. Fischer
Psicosintesi, Assagioli
Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo di una bella vacanza, P.H. Hughes
Quando verrà la Rivoluzione avremo tutti lo skateboard, Sayrafiezadeh
Le domande della vita, Savater
Chiedimi chi erano i Beatles, Cotroneo
Ti vengo a cercare, Musso
Gli uomini sono pesci, S. Nakamoto
Come smettere di fare le vittime e non diventare carnefici, Giacobbe
Molte vite, molti maestri, Weiss
L' Angelo solare, Varetto
E poi siamo arrivati alla fine, J. Ferris
Notturno di sole, Montero

2011.
L'amore è sopravvalutato, B. Girbaud
Appunti per uno studio del cuore umano, P. Lively
Emmaus, Baricco
La compagnia dei teatranti, Lenz
Tancredi e la fine dei ricordi, Pace
Le domande di Brian, Nicholls
Lezioni di Arabo, Campo
Il Cantico dell' Universo, Varetto
Lettera a mio figlio sul calcio, Darwin Pastorin
Hanno tutti ragione, P. Sorrentino
L'orribile karma della formica
Iconoclasti, Brunettin
Ogni cosa è illuminata, J.Safran Foer
Super sad true love stroy, G. Shteyngart
Le ho mai raccontato del vento del nord? Glattauer
Tutto quello che so della vita l'ho imparato da Sex & The City, Maraone
Il mondo delle cose, Zaadoorian
Sesso e lucertole a Melancholy Love, Moore
Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Beatles, Morozzi
Croccantissima, Rossi

2012.
La strada, Mc Carthy
Pane e tempesta, Benni
Shambala
L'ultima riga delle favole, M Gramellini
Momenti di trascurabile felicità, F. Piccolo
Supereroi, I. Bernardini
Il regalo di un giorno, A. Gavalda
Il tempo è un bastardo, J. Egan
L'amore quando c'era, Gamberale
Tre volte all'alba, Baricco
Tao Lin, R. Yates
Elementi di capitalismo amoroso, G. Soncini
In città zero gradi, Glattauer
Quattro lezioni di pace interiore, Andrè
Un ballo ancora, Pancol
Ballando nudi nel campo della mente, Mullis K.
Agosto, Ottobre, Barba
A corpo libero, I. Bernardini
I pesci non chiudono gli occhi, E. De Luca

2013.
Un giorno, Nicholls
Che ne sai tu dell' amore, Frescura
Quando la vita si illumina, Ozkan
E se c'ero dormivo, Piccolo
La separazione del maschio, Piccolo
Allegro Occidentale, Piccolo
Le correzioni, J. Franzen
Il tempo delle emozioni, Carotenuto
Si sta facendo sempre più tardi, Tabucchi
Il primo amore non si scorda mai, anche volendo, Alajmo
Domenica, I. Bernardini
Due zebre sulla 36ma strada, Moore
L' angelo nero, Tabucchi
Idee: il catalogo è questo, U. Galimberti
Ingredienti per una vita di formidabili passioni, Sepulveda
La mia vita in bicicletta, M.Hack
La paura è una sega mentale, Giacobbe
Chiedi alla luna, Fielher N.
Finzioni, Borges
Galline in fuga, C. Magnanini
Inventario sentimentale, G. Papi
Revenge, A. Illuminati
Tutti primi sul traguardo del mio cuore, Genovesi

2014.
Lo sposalizio nei cieli, Varetto
Come farlo innamorare, Giacobbe
Come diventare bella ricca e stronza, Giacobbe (ancora non riuscita eh)
La padronanza dell'amore, Don Miguel Ruiz
L'amore è un uccello ribelle, Scandellari
Amori altamente pericolosi, Riso
Falli soffrire 2.0, Argov
Di tutte le ricchezze, Benni
Manuale di cinesiologia applicata, Thie
Mancarsi, De Silva
Di tutto resta un poco, Tabucchi
Sono contrario alle emozioni, De Silva
Stupdt, A. Cipriani
Felici y Felic
Il ladro di gomme, D. Coupland
Mi ami o mi vuoi bene? M. Marconi
L'altra, Serra
South Park e la filosofia
L'arte della vita, Bauman


Quelli in grassetto sono quelli che mi hanno "segnato" un po', che ricordo con maggior precisione, che mi hanno colpito e che mi hanno accompagnato in quel momento storico dandomi preziosi consigli, spunti, idee e ispirazioni per la vita.




































































 



























































martedì 29 luglio 2014

Innumerevoli spermatozoi del Cervello.

E' facile fare sesso.

Il groviglio di corpi. Il provocarsi recoproco.
Il tatto, la vista, l'udito, il gusto, l'olfatto.
E' facile la stimolazione, la lascivia, quando percepisco un piccolo feeling di pelle.
E' facile giocare senza implicazioni con, senza dover spiegare che, preoccuparsi di, rendere conto a.
Si, anche per le donne. Abbiamo imparato anche noi. A fare ginnastica orizzontale. E' liberatorio, anti stress (toccasana per umore, pelle e capelli) e regala questa sensazione di consapevolezza mista a indipendenza se entrambe le parti prendono e danno niente di più e niente di meno di quello che si è in grado. Senza promesse, nè aspettative.

Però alle volte riporta al confronto, alla differenza sostanziale con una faccenda di diversa categoria.
Ovvero che.

E' difficile fare l'amore.

L'apertura emotiva. Il coinvolgimento. C'è sempre in sottofondo quella paura di  ferirmi. Mi racconto che no, non ne vale la pena. Il che spesso è vero. Ma, appunto, alle volte e' bello raccontarsela. E' comodo.
E' difficile creare quella confidenza e stima e complicità e rispetto e tutto maledettamente insieme con una persona che magari incontro a metà di un cammino che non conosco, che non comprendo, che ha leggi e regole perfettamente estranee e diverse dalle mie. Con un trascorso, idee, pensieri e difese dei quali nulla mi è dato sapere. Mi costringe ad andare per tentativi, ipotesi e interpretazioni - e si sa - le interpretazioni sono sbagliate. Quasi sempre. Perché sono figlie legittime dei miei criteri, appartengono al mio mondo dispotico di insindacabili giudizi e perentori punti di vista.
Una sorta di piccole città diverse e anche lontane magari, che provano a "relazionarsi" quando le basi sono già state gettate, i progetti già delineati, i piani regolatori approvati e i muri eretti. Con cemento e calce. Fatica e sudore. Pazienza, testardaggine e convinzione. Con la giunta comunale eletta, per di più. Pertanto la comunicazione risulta così complicata.

Se fosse così facile conquistare un cervello come conquistare un corpo il mondo sarebbe diverso. Sarebbe bello quasi sempre - anche quando piove tutto Luglio e quando grandina sull' auto, anche quando litigo con me stessa e mi faccio così incazzare - ci sarebbero più creatività, più idee, più empatie, tolleranze, spunti per imparare. Ci sarebbe l'impegno a volersi conoscere, comprendere, ascoltare in un gioco circolare e reciproco di punti di vista e squarci di vita.

Di conseguenza avremmo quel bagaglio prezioso di "cose che contano davvero" che peserebbe sempre di più, giorno dopo giorno, e arriveremmo alla fine dell'esistenza immobili - un po' per il peso e un po' per l'osteoporosi - ma con una ricchezza inestimabile dentro l'anima.

Quella che ci dice chi siamo e che nessuno mai potrà rubare.






mercoledì 28 maggio 2014

Learn to. [# Lezione 2]

# Lezione 2

Learn to strive for good feelings.

Riconoscere con accuratezza ciò che è necessario per evitare le crisi di nervi.
(E per sopravvivere).


L'avocado per colazione. Sdraiarsi per terra.
Correre in mezzo alla natura, in silenzio. Senza musica, senza nessuno.

Un braccio intorno alle spalle. Le mucche al pascolo.
Essere gentile con i genitori e con i colleghi.

Una mano sulla spalla, sul ginocchio. Sentirsi in armonia, accettati dalle persone intorno.
Un abbraccio stretto. (Strettissimo).
Un bacio. (Di quelli che non sai più dove ti trovi e che ore sono).

Una persona che ti cerca e che ha voglia di vederti perchè lo percepisci. (Mica perchè te lo dice).
Saper giocare con le persone e stare al gioco, perchè ci si annoia facile. (Ma in modo leale).

Snowboard in una pista deserta, in una perfetta giornata di sole.
Kitesurf con 18 nodi. (E lo scintillio del sole riflesso nell'acqua).
Stare a testa in giù, sulle  mani. E vedere com'è il mondo a rovescio.

Ballare un ballo di cui non conosci i passi. Giocare a un gioco di cui non conosci le regole. (Perchè si impara, ma ci vuole pazienza). 
Stare nel presente. Nel qui. Con progetti sì, ma senza troppe aspettative.

Scrivere. (Quando senti che devi fissare un pensiero).
Leggere. (Quando senti che hai bisogno di aiuto e di ispirazione per la vita).

Girare per i mercatini vintage, comprare frutta e verdura persi nei pensieri.
Un Moijto al tramonto, in riva al mare, ricoperti di sabbia e di sale. Con la pelle color oro.

[...]

E tutto ciò che se non avessimo costantemente la forza di cercare, di volere e di fare in modo che accada, saremmo fatti del nulla più assoluto.




venerdì 23 maggio 2014

Learn to. [#Lezione 1]

#Lezione 1:

Learn to let people and things go.

(Del perchè, alla fine, succede spesso che la strada che si percorre insieme a qualcuno, o qualcosa, diventa la strada che percorri da solo).

Una amica che va ad abitare lontano. O che si sposa e ha dei figli. O entrambe le cose.
Un amico che si fidanza e non ti dedica più tutte le chiacchierate, il tempo e i consigli di prima (consigli maschili, ergo facenti parte dell'insieme Finito - ma Illuminato - delle Verità Rivelate).
L'insegnante che ti ha insegnato le cose più utili sulla faccia della terra che smette di insegnare.
La persona con la quale flirti che smette di flirtare. Succede che non lo chiami più, che non lo vedi più. Che non ti chiama più lui. Insomma succede che Fine. Non era persona, non era momento.

Non gli piacevi abbastanza.
O non ti piaceva abbastanza.
(Spoiler: le donne si sono mediamente rotte i coglioni di essere innamorate dell' Amore).

La biro della Laurea, la piastra GHD che fa i capelli perfetti togliendo l'effetto scopa, le scarpe con il tacco spelato dai sanpietrini. Le sneakers ormai senza più suola.
L'orecchino che cade e si rompe in mille pezzi. Gli occhiali da sole lasciati sul treno. L'ombrello che ti rubano fuori dal negozio o dalla biblioteca. E che tu, con tutta probabilità ruberai a tua volta, se piove.

Insomma, imparare a fare senza.
Di tutti, di tutto.
(Non proprio, ma il senso lo avete capito).

Lasciare che ogni persona, ogni cosa segua il proprio destino.







venerdì 16 maggio 2014

If you are tired, angry or hungry. Run with Faith (in Youth).

Una èquipe medica della McMaster University Dell' Ontario ha dimostrato che.

I roditori sedentari non solo si ammalano prima e più spesso, ma anche il pelo si deteriora.
Se costretti a correre senza sosta sulla ruotina, invece, ce l'hanno più lucido e folto, nonostante l'età*.

[*fonte: New York Times]

Conclusione:

I topi che in gabbia non si fermano mai portano meno i segni dell'età e sono più in forma.



Se ne deduce che:

Ritrovate motivazioni.
Datemi una ruota.
(E un paio di Nike)

mercoledì 26 marzo 2014

This is where the difficulty lies. [Trad: "E qui casca l'asino"]


"Qual è la domanda a cui avreste paura di rispondere dicendo la Verità?"



No. Non questa



La Verità dico eh!
Non la verità con la lettera minuscola. O quella omessa.

Quella!
La Verità Vera.

Mica cazzi.




In caso di incertezza, chiedere a loro*:





[*soluzione: Monty Python]

giovedì 23 gennaio 2014

L'Arricchimento della Privazione.

 

Ci pensavo, come sempre a Gennaio, del resto.

Pensavo a quello che è stato il Bilancio del 2013.
Alla fatica del cuore, della testa, di braccia e gambe. Anche alla sua infinita Bellezza.
Alle comiche desuete piccole grandi gioie, alle tragiche, personalissime, incomprensibili interpretazioni di fatti realmente accaduti e di emozioni realmente provate.

Il lavoro da copy, lo snowboard club, la fine stagione direttamente dentro l'Ursus Park, i weekend con le mie amiche, la Paola che mi ha dato un sostegno infinito in un momento molto down, l'Anto, le persone che vedo poco ma che amo e che possiedono un po' delle mie cellule miocardiche.
Il tramonto al Rifugio Stoppani, il viaggio in Puglia con la Family e Trafic, il kite (grazie Marco, grazie sempre, grazie infinite), il lago e tutto il resto intorno - con la tenda nel campeggio di Marina e Giò, il materassino che è poi un modulo e non si gonfia, le sagre di paese, Dj Laghetto, il vento delle 7 del mattino, sdraiarsi a guardare il cielo sul lungolago che è proprio lungo come tutto il lago - a guardare bene.
Provare a fare le stesse cose in modo diverso, con persone nuove, con nuovi compagni di viaggio, di avventure, di belle giornate, osservare e diventare sempre più consapevole, dei meriti e degli errori, della riuscita e del fallimento. Dei limiti e del bello. Con le situazioni, con le cose, con le persone.
Il weekend a Deux Alpes, il falò del ferragosto in spiaggia. Le friselle. Il sole, il sale sugli scogli e la neve sulle piste. Paesaggi contrastanti e sensazioni di libertà.
Imparare a vivere l'incoerenza intrinseca con un pizzico di serenità e ironia, per salvarsi meglio. Per restare svegli.
Chi decide cosa è giusto, d'altra parte? Chi sta dalla parte della ragione? E, dov'è la ragione?

Ha ragione chi è felice.

La complessità  e la confusione di quello che vorrei che fosse, di quello che vorrei essere, fare, vivere in questo nuovo anno mi fa partire da una angolatura un filo diversa.

No buoni propositi, desideri, sogni, promemoria. No.
Solo spunti di riflessione su quelle che potrebbero essere rinunce utili, che danno valore, che arricchiscono (tentativi di, per stare low profile e umili).

- Ad avere l'ultima parola.
- A criticare e giudicare quello che fanno le persone intorno a me*. (Tutto - o quasi - cio' che ho giudicato o criticato l'ho fatto, prima o dopo).
- A guardare le persone con i miei occhi. E' l'aspettativa che frega, sempre. (Imparare a guardare le persone con i loro occhi, con le loro ragioni, con il loro mondo. Umiltà, possibilità).
- A lamentarmi di quello che non riesco a fare/a essere/a vivere. (La sfiga non esiste, esistono solo situazioni più o meno difficili da affrontare, proprio ad hoc, per ognuno di noi).
- Alle parole, ai gesti e ai pensieri offensivi. Non servono mai a niente. Solo ad allontanare/rsi.
- Ad accendere la tv e guardare 10 minuti di tutti i canali: da Otto e mezzo, a DMAX, i film degli anni '90 su Iris, Wipeout, Real Time, Focus, Sport Tv, I Puffi (serie originale con i primi disegni), Resident Evil, Colombo, Arnold. (Il Digitale mi ha reso dispersiva).
- A iniziare 3 libri contemporaneamente, pensando (ingenuamente) di finirli prima.
- A sentirmi in colpa, anche quando non dovrei.  A dare la colpa, anche quando non dovrei.
- A considerare problemi miei quelli che sono problemi altrui e viceversa. (Attenzione alla delicata fase di discernimento delle due categorie).
- A restare troppo tempo con il broncio, triste. Oppure agitata, preoccupata. (Lo stomaco ringrazia).
- Ad arrabbiarmi per niente, a volere sempre il controllo di tutte le situazioni che vivo, che accadono (lascia che sia, cazzo. Alle volte sì, lascia che sia. Dicono che la vita sa bene quel che fa).
- A prendermi troppo sul serio. (Che palle).
- A voler provare tutti gli sport esistenti in natura (sviluppando pertanto un tratto di personalità definito come "decisionalità").
- A qualche abitudine, come quella di fare sempre le stesse cose. (E provare, valutare, guardare, fare attenzione).


La vita è troppo complessa per noi. Per essere compresa.
Ma possiamo tentare di darne una nostra interpretazione.
Che è quello che facciamo tutti i giorni, in ogni istante, in ogni frazione di secondo.


Con precisione, accuratezza e una fatica che sembra di scalare una montagna o stare sull' A1 a Ferragosto.
Per dire, ricordarsi i generi di prima necessità, ecco.


* Eccezione fatta per Silvio. Su di lui, vale tutto.

 
 


 

venerdì 11 ottobre 2013

Necessari fabbisogni ciclici.

Ottobre.
18-19-20.

Come ogni anno.
Opening Schnalstal.

Tavola, attacchi.
Felpa.
Tavola.
Attacchi.

Ottobre.
Val Senales.
18-19-20.

Come ogni anno.
Gentlemensrider snowpark.

Opening.


.....Con FRESH FARM.







mercoledì 2 ottobre 2013

Reggio non lo sa(peva).

Domenica ho partecipato ad un workshop organizzato dalla Ekis, una società nata nel territorio reggiano con l'obiettivo dello  sviluppo delle Risorse Umane - quindi individui e organizzazioni - tramite strumenti e metodi all'avanguardia, quali la formazione e il coaching.

L'evento è stato pubblicizzato a lungo nei mesi estivi, tramite presenze dello staff Ekis nelle piazze della città, coinvolgendo i cittadini con fotografie, interviste, cartellonistiche e marketing di tutti i tipi: un percorso di informazione con uno slogan speciale, "Reggio non lo sa", finalizzato proprio ad accendere quella curiosità, quel punto interrogativo, quella questione sospesa, risoltasi poi nel tanto atteso evento della giornata di Domenica 29 Settembre, al centro Loris Malaguzzi di Reggio Emilia.

Il focus che l'assunto "Reggio non lo sa" vuole insinuare risiede proprio nella domanda che cos'è che Reggio non sa: da questo presupposto Livio Sgarbi ha introdotto la giornata presentando Ekis, ovvero la possibilità di trovare una rete ampia e completa di servizi per lo sviluppo e la formazione del singolo e delle aziende nel territorio reggiano.

Circa 350 persone presenti a questa iniziativa tra studenti, casalinghe, disoccupati, impiegati, liberi professionisti, manager, proprietari di aziende, dirigenti e tutti i target professionali possibili, ovvero i "potenziali" clienti a cui Ekis fa riferimento per l'implementazione dei corsi e dei programmi volti allo sviluppo personale e professionale.

Durante la mattinata il coach Livio Sgarbi ha presentato Ekis, il contenuto e lo scopo dell'evento, passando in rassegna alcuni punti chiave per il successo e alcune stategie di lavoro adottate dal team. In partcolare, data la significativa esperienza come coach di campioni sportivi, ha posto grande attenzione all'esempio positivo del "campione" sportivo traslato nella vita quotidiana, quindi al vincere nella propria vita attraverso una completa responsabilità del modo in cui viviamo le cose che ci accadono.

Nel pomeriggio si sono susseguiti tre interventi di alcuni trainer del team Ekis: Andrea Grassi che ha presentato il concetto di valore in contrapposizione a quello di merce e la necessità di un focus sui bisogni del cliente al fine di trovare soluzioni idonee e personalizzate.
Roberto Pesce  ha introdotto alcuni elementi di intelligenza finanziaria, focalizzandosi sull'importanza di imparare ad investire in modo autonomo e sulla libertà personale resa possibile dal reddito passivo.
Infine, Alessandro Mora , trainer in PNL, ha raccontato aneddoti derivanti dall'esperienza personale relativi all'importanza degli atteggiamenti, degli stati d'animo, del saper creare abitudini e immagini positive, stimolando l'interesse del pubblico e coninvolgendolo con un breve esercizio di "visualizzazione".

Grande coinvolgimento del pubblico presente, entusiasmo ed energie rimaste alte durante l'intera giornata, grazie al modo di comunicare, a tematiche attuali e fortemente "sentite" (quali il lavoro, il denaro e la mente appunto), il tutto impregnato della grande passione trasmessa dal team Ekis.

Sono rimasta colpita positivamente dall'evento e dalla passione ed esperienza che hanno trasmesso questi professionisti delle "umane gesta", tutto in linea con quelli che sono la mission aziendale e i significati sui quali viene puntata l'attenzione.
E' anche motivo di orgoglio sapere che il nostro territorio offre opportunità di questo calibro e una variegata rete di servizi volti a rispondere a diversi bisogni e insegnare alle persone a prendere in mano la propria vita in modo sempre più consapevole e attivo.

Questa è la mia mappa mentale, dopo la giornata di workshop:


Bravi e in bocca al lupo!

venerdì 30 agosto 2013

Punti Fermi. (L'importanza dei).

1- Ci sono delle cose che riescono facili, anche se ad una certa età non sei più sicuro di quali esse siano.
2 - Portare in valigia le scarpe da corsa e usarle al tramonto, tra i trulli salentini, regala una bella emozione.
3 - Perchè ci hanno dato sguardi così profondi sulla vita, anche quando non vorremmo? Anche quando non sarebbero così necessari a causa del dolore che portano con sè, un dolore secco, dritto al cuore?
4 - E' impensabile mangiare le interiora e le frattaglie animali.
5 - L' importanza del sedersi sul gradino davanti a casa e stare lì. Immobili. Come essere in Puglia. Come se al di là del muretto ci fosse il mare.
6 - Basta poco. Basta poco di più. Basta poco più di un Campari. Basta poco di più di un Campari, forse due. Sì, facciamo due. (Per essere sicuri).
7 - Il modo in cui alla fine uno vorrebbe piangere è quello totale, liberatorio, definitivo e necessario per sentirsi vivere, per sentire il rumore della vita che scorre.
Si potrebbe stare molto bene. E senza I-Pod.
8 - Un elemento che potrebbe alzare drasticamente la qualità di vità, oltre ad una casa al mare e una in montagna, credo sia identificabile in una fornitura di pasticciotti alla crema. A vita.
9 - L'amore cambia direzione, cambia forma, cambia terra, parametri, luoghi, circostanze. Cambia persone, case e città. Senza cambiare mai le sue leggi.
Non si esaurisce mai, ma non esiste quella esclusività che crediamo possa durare in eterno.
Questa è la nostra salvezza e la nostra condanna.
10 - Ordinare una pizza con la bufala e i pomodorini freschi.
11 - Quando sono in mezzo al lago, legata ad un kite (sono ancora soggetto passivo), ecco, vorrei qualcuno che stia li con me. A controllare che sia viva, che non mi stia facendo congestione la colazione, che non mi si incastrino i cavi nei piedi, che la vela non si arrotoli 14 volte su se stessa e che le boe restino educatamente a dovuta distanza.
Esisteranno dei volontari, che so, tipo dei water assistant, water-sitter?
11 a) - Quando sono in mezzo al lago, legata ad un kite, devo ricordare di disattivare le notifiche di Whatsapp*
12 - Ho sempre avuto paura della complessità. La complessità, a ben vedere, è ovunque. Per questo si ritorna al punto numero 3 e numero 6. Oppure si fa richiesta scritta di reincarnazione in personaggi tipo Costantino, Antonella Elia e compagnia bella.
Fino ad esaurimento scorte.
13 - Il bastare a se stessi. L'idea che mi trasmettono certe persone. Ecco, quella è. Il bastarsi. Congiunto alla consapevolezza esatta di cosa vuoi, dove sei, cosa stai facendo.
E farlo maledettamente bene.
14 - Mi fa molto ridere la gente che si iscrive in palestra l'8 Gennaio e il 1 Giugno, in preda dai sensi di colpa post-cotechino. La costanza media è di due settimane. Pero', se ci metti anche la sauna e il bagno turco sfiora il record dei 30 giorni.
(La coscienza pulita del poter affermare, "sono andato in palestra", omettendo cosa ci si è andati a fare, nello specifico).

* Per le uscite al lago il cellulare è obbligatorio.
(Questa tecnologia di ammazzerà. Tanto non si sente niente quando chiami in mezzo al lago).


giovedì 27 giugno 2013

Un tram che si chiama Desiderio. (L'omino dei Sogni)

Quanto avrei voluto sapere qualcosa di più.
Quanto avrei voluto dire qualcosa di più, e non semplicemente un "grazie mille".

Una mattinata come tante.
Quelle che ti svegli alle 7, fai colazione, apri le finestre e leggi un po'.

Una mattinata come tante, se non fosse che ti accorgi che hai una gomma del motorino a terra.

Cerco di mantenere la calma, la pace interiore che ho appena conquistato per il semplice fatto che è estate, ho mangiato una brioches alla crema, fuori c'è il sole e probabilmente potrò andare a nuotare all'aperto (dopo le rogne da ufficio e le parole da scrivere che dio solo sa quanto mi fanno incazzare quando non si incastrano come vorrei, come ho in mente).

Porto il motorino (anzi, spingo il motorino) dal meccanico e accadono due catastrofi ad opera del mio angelo salvatore: - mi preventiva una spesa di 100 euro tondi tondi, chè vanno cambiate tutte e due le gomme a questo Scarabeo che ha ancora quelle originali di 10 anni fa, diventate ormai liscie come l'olio - cosa meno grave, ma comunque da considerare, non ha la bicicletta da prestarmi per andare al lavoro.

Segue la terza consequenziale catastrofe:

Prendere il TRAM.

Ora.
"Prendere il TRAM" è una di quelle frasi effetto vintage, credo di averla pronunciata l'ultima volta la vigilia di Natale del 1994. Ovvero, pochi giorni prima dell'arrivo del suddetto mezzo.

Una considerazione oggettiva e condivisa nell'universo mondo dei pendolari da tram credo sia che bisogna avere del gran culo per riuscire a prendere "IL" tram in queste situazioni di emergenza. Senza alcuna conoscenza su orari e linee. Arrivando in un momento 100% random, in un luogo che ha come coordinata geografica solo un meccanico di quartiere.
Domanda:
Perchè proprio dove sei tu, in quel momento preciso, dovrebbe passare proprio IL tram, proprio quello di cui hai bisogno per arrivare in un raggio uguale o inferiore alla distanza di 1 km dal posto di lavoro?
Le probabilità sono alla stregua di una vincita alla Lotteria.

Mi avvicino alla fermata con un misto di timore, raccoglimento e fiducia nella vita (o in dio nel caso mi stesse guardando) .
Non capisco assolutamente niente della tabella orari e linee, incrociati come quelli della metro di Londra, solo con qualche colore di meno e con denominazioni di località anni luce meno cool (Gattaglio al posto di Notting Hill, per dire).
Chiedo informazioni ad una tizia con ricostruzione unghie motivo optical appena fatta, che mastica chewin-gum a bocca aperta e dotata di auricolare che lascia percepire un devastante mix commercial-discomusic, incluso Giggidagostino.

La tizia mi risponde: "Dovrebbe passare tra 5 minuti".
"SE passa".

Ah.

Esiste anche l'eventualità che non passi, il tram.
Alla notizia che dovrebbe passare dopo 5 minuti sembra tu abbia avuto abbastanza di quel culo necessario per fronteggiare la situazione. Poi, però, onde evitare di semplificare troppo le cose, quel tram che è previsto, perchè è segnalato dal tabellone, potrebbe decidere che oggi è una gran giornata di merda e non passare, e lasciarti lì ad aspettare a recitare qualche rosario. Adeguando la connotazione della sua giornata alla tua.

Sostanzialmente, di merda.

Invece.
Eccolo.

Parte una lunga serie di ringraziamenti, quasi come gli scrittori nell'ultima pagina dei libri: la tizia dell'auricolare, la provvidenza, la previdenza, il fato, la fortuna (vabbè, 100 euro di motorino a parte), il cappuccino che farò in tempo a prendere, appena scesa dal tram.
Poi. Un altro pensiero incombe.

Ennesima variabile aleatoria: il biglietto.

Ora.
La mia memoria a lungo termine mi ricorda le corse dal tabacchino a comprarlo, prima di salire, oppure un biglietto composto da 10 corse, con risparmio di 1 euro sul totale. Oppure, situazione più comune, salire senza biglietto e tenere d'occhio le fermate in caso di avvistamento del controllore.
Ovviamente non possiedo il biglietto, ho la tessera della Shell e della profumeria al massimo, e ovviamente non c'è un tabacchino dietro alle spalle.
La mia fortuna si è esaurita con l'arrivo del tram.

A 30 anni suonati, escludo la possibilità di scappare fuori se vedo un controllore alla fermata.
Per una questione di capire che no, non si fa. Soprattutto se hai più di 30 anni.
Immagino che dal '94 ad oggi l' ACT potrebbe avere installato la macchinetta per fare il biglietto direttamente a bordo.
Come in tutti gli altri paesi dell'universo.

Salgo.
La macchinetta chiede 1 euro e cinquanta, senza dare resto.
Io ho solo un pezzo da 10 euro.

D'accordo, concludo che scapperò di corsa dal controllore, fingendo 18 anni.
Se non riuscirò a scappare, sarà stata una giornata di merda da 160 euro, anzichè da 100.

Un signore mi si avvicina.
Un signore non tanto alto, di mezza età, vestito in modo strambo, con un accostamento di colori azzardato, giacchetta giallina e pantaloni in lino, un viso da persona buona, riservata, una borsa marrone molto usata.

Mi allunga un biglietto e mi dice: "lo prenda, la multa è 60 euro".
E io, mentre gli allungo i soldi: "grazie, ma glielo pago".

E lui: "no, non li voglio. Mi paga un caffè quando ci rivediamo".

Lo prendo, lo ringrazio, mi giro verso la tizia di Giggidagostino, che mi dice "di queste persone non ce ne sono più, ormai", mi rigiro di nuovo ed è sparito. Era appena sceso.
E io non ho fatto in tempo a salutarlo.

Quanto avrei voluto sapere qualcosa di più.
Quanto avrei voluto dire qualcosa di più, e non semplicemente un "grazie mille".

Io dico che la tizia di Giggi ha ragione, di persone così non ce ne sono più.

Ho pensato a lui, mentre bevevo il mio cappuccino, in silenzio.
In orario.
Senza dover scappare da nessuno.






venerdì 26 aprile 2013

In (sentimentale) Sintesi.



E come ogni volta.
Come ogni maledettissima stagione invernale.
Così come arriva Novembre, che decreta l'inizio.
Eccola subito lì.
Ecco che arriva Aprile a decretare la fine.
L'intrinseca necessità di contenere un termine perentorio, un limite temporale stabilito a priori, in un momento di inizio.
Come in tutte le cose, come in tutto il vivere.
Come se non fosse possibile il trascorrere di così tanto tempo attraverso quella che diventa una percezione falsata, resa poco attendibile dal personale significato attribuito a questo susseguirsi di ore, giorni, mesi. Un significato quindi solo "tuo". Unico. Che diventa un tempo infinitesimamente breve.

Arriva l'ultimo giorno.

La vista del paesaggio all'orizzonte.
L'ultimo pensiero dedicato al vissuto, al momento di essere lì, così in alto.
A 2600 metri. Dove le regole di vita sono un filo diverse, dove non ci sono uffici, orari,  cemento, dove nessuno ti dice cosa devi o non devi fare, non ci sono doveri, frustrazioni, obblighi,  dove tutto quello che è e che vivi è tale per il semplice fatto di aver avuto la possibilità di scegliere di dedicare del tempo, a questa tua passione.
Scegliere di vivere questa immensa bellezza, dove puoi portare con te le persone che ami, fare quello che ti va, in modo infantile - se vuoi - ma senza tante pretese, senza tante domande. Metterti alla prova, essere serena, senza problemi, con la tua tavola e la voglia di essere esattamente lì dove sei, con tutta te stessa. Imparare cose nuove, provare e riprovare. Fino alle ultime forze. Fino a che le gambe fanno male.
Con il sorriso delle persone con te che disarma e illumina gli occhi.

Come i colori del tramonto dietro il Grostè.





Tutto inizio' in un soleggiato giorno di Settembre, con una disperata ricerca di quella che sarebbe diventata la nostra casa-vacanze invernale, a Dimaro, in Val di Sole, e con l'aver poi trovato un pittore pazzo che stendeva mutande sugli alberi in giardino. [...]

Se dovessi elencare un po' di cose, così, random, come faccio ogni volta che finisce una stagione (un po' per la mia mania degli elenchi, un po' per poter fermare qualche attimo di suprema meraviglia, imprimendo il cuore e la memoria di nostalgia), ecco. Scriverei, all'incirca, queste cose.

Snowboard, in primis, la colazione allo Stoppani, la corriera che non passa mai, La Silvia e il secchio di spritz delle 16.00, la fatica, l' Ursus Park, la Mastellina - solo se agli 80 km/h - e solo con le due cunette da saltare alla fine, la tagliata del Dolomiti, la Mery e i suoi cagnoni, le terme, le lezioni con Giacomo, la neve fresca - tutte le volte che c'è stata, il mini kicker costruito al Tonale in un soleggiato venerdì di Gennaio, i nuovi grab e i nuovi trick provati e riprovati, i nuovi amici, Just Dance, il pigiama di Boni e i gatti per casa, la muffa sui muri, Cocco-Landia, la tendina della doccia - che come faremo senza, il Chiks on Board, Pschhhht, i film d' horror, il pandoro Mattonato, Team Chi(a)ppettes - con relativa giacca, i racconti di Robbi Villani durante il viaggio in ovetto - 25 minuti di puro delirio quotidiano, i legamenti stirati dai press, le cartelle, sbagliare sempre la velocità sull'ultimo salto, il divano con i microbi. La Pasticcera. Il bar a Daolasa, la pizza alla Spleuza. Il tramonto. Il freddo di casa, risolto a fine stagione. Gli insulti ripetuti a Dino Stanchina. Le noci e gli orsetti. Quel familiare, inconfondibile "profumo" di casa.






E come ogni volta, come ogni maledettissima volta.
Succede sempre.
Anche questa stagione è finita.

Lo sapevo.
(Certo, ma non mi ci abituero' mai, ai finali delle cose belle).




mercoledì 19 dicembre 2012

Winter's Tale. (Fall in love with Ursus).




Dopo la lunga attesa di inizio stagione e dopo due nevicate di quelle che non si vedevano da un po'.
Finalmente l' Ursus, quella meraviglia di park di Madonna di Campiglio, cominicia a prendere forma. (E noi cominciamo a essere molto felici).

Parte alta
Linea kicker 2m. seguito da funbox 2m.
Linea box rainbow, piatto alto 6m., piatto discesa largo 6m.
Linea rail piattella 6m. segue piattaforma con 2 kicker 5m./9m. segue funbox (da ultimare) con passaggio dietro impianto
Linea rail tubo 6m. piatto, tubo 9m. discesa e t-box a S

Parte bassa
Linea 4 kickers in sequenza tra i 10 e i 14 metri
2 kickers medi 5-7 metri

Zona kids/principianti

4 saltini in sequenza
Rail e box  piatti
A breve dovrebbero essere ultimati Boardercross, Mini Ursus in Pradalago e zona Pro (prevedo kickers disumani). 





L'attesa delle vacanze natalizie sara' concentrata su alcune azioni prioritarie chiedendo aiuto al mio Karma, al Diodellaneve (che forse è un altro Dio ancora), allo schiavo di Dino Stanchina, a Belzeboss, a Jack Black e a qualsiasi Supereroe che si offra volontario per la causa:

1. Speranza che la nostra base a Dimaro, la Dino's Home, non faccia eccessivamente penare con il blocco del riscaldamento e dell'acqua calda, lasciandoci al freddo gelo, sporchi e con la sensazione di essere in mezzo alla neve fino al collo anche dentro al proprio letto (come è successo negli ultimi quattro weekend). 

2. Speranza di poter fare un bel po' di lezioncine - di quelle come si deve - con Mattia e Giacomo di Minoia, che sai mai che la smetto di uscire dai kicker così male, se ho qualcuno che mi urla dietro che no, non si fa così (e magari imparo a metterci un pochino più di stile sulle rotazioni, piegando quelle gambette stenche stenche). Credo di aver perso tutto il mio apprendimento di 2 Alpes. (Sono soddisfazioni).  

3. Speranza che possa nevicare ancora. Ancora. Ancora. 
Magari tutte le notti. Magari.
E al mattino un bel sole. (Evabbè, puntiamo in alto, sai mai che qualcuno se ne faccia carico).

4. Speranza che nesssuno faccia entrare in casa alcuna bottiglia di un amaro tipico pugliese, l' Amaro Cappello (chè vorrei anche sopravvivere al 31, visto i precedenti). 

5. Speranza che finisca il gioco della rincorsa dalla camera di Pecchini&Magnani per saltare a peso morto sul mio letto (con me sotto, impegnata in un vano tentativo di dormire).

5.a) Speranza che suddetto letto possa rimanere tale fino ad Aprile.

6. Speranza (inutile) in un arresto della moltiplicazione  delle muffe, della fauna e della flora batterica e microbica su tappeti, coperte, tende, divani, poltrone e tutte le superfici porose.

7. Speranza di sopravvivere a presenze estranee, ragni, al fumo passivo, alle indigestioni da noci sgusciate. (E ai film horror).







Intanto....facciamo che iniziamo un countdown a queste ferie.

Tra cene-tutte-le-sere-fuori, panettoni, regali, lucine, aspirate amorevoli azioni da parte del genere umano che tenta una istantanea redenzione, andando alla messa della mezzanotte, e un freddo polare.
Riflettendo serenamente sull' impossibilità di parcheggiare davanti a casa. 
Riflettendo anche sul solito Bilancio personale-vitalizio-esistenziale che arriva supremo, inesorabile e perentorio, come le tasse.

Un countodown al Natale che, nonostante tutto - nonostante quel 90% incentrato sullo scopo di lucro - è pur sempre magico e nostalgico.

Ed è anche il giorno in cui potro' tornare lassù. Con la mia tavola, i miei amici e l'ossigeno di un pezzetto di eterno che le montagne portano con sè.

(Va bene, basta. Ho la glicemia alta).