Lapis and Notes



Lapis and Notes


Post Scriptum:

Welcome.
(To the Jungle).

"Gli svedesi hanno capito quello che la Scavolini ancora no. Ovvero. Che la gente comune ha 40 mt quadri per farci stare un letto, una cucina e un water. E ha sempre sognato la penisola. Poi si è ridimensionata, nel momento in cui ha realizzato un fatto.
Che i sogni si pagano al metro quadro".







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giovedì 6 giugno 2013

Neuroni che fanno conoscenza.

Tre riflessioni articolate di Oggi:

1. La velocità di ritorno alla mente dei ricordi dolorosi è direttamente proporzionale alla fatica fatta nel tentativo di Liberarsene.
2. Siamo tutti gli Stronzi di qualcun altro.
3. Uno degli Assiomi moderni è che il Moment 200 non scade mai.

(Anche qualche paginetta sul fuorigioco passivo, ma ve la risparmio).


 
 

venerdì 11 maggio 2012

Complicate e Amorevoli Autogestioni (la meraviglia e la disperazione dell'abitare da soli).

La priorità della carta igienica.
La sveglia in caso di pennichella.
La vita è dura.
La pattumiera da svuotare regolarmente.
L’acquisto delle bottiglie d’acqua (con probabile rottura della maniglina della confezione, lungo la via di casa).
La testa in caso di vomito.
I ragni in caso di invasione.
Assenza di microonde e lavastoviglie.
Segnale per internet/telefono funzionante a tratti.
Cambio delle lampadine.
Scegliere le tende (eh?)
Tenere tutto sostanzialmente pulito.
Silenzio.
Lavare il pavimento.
Cambiare le lenzuola e fare la lavatrice.
Stendere.
Riflettere tantissimo.
Sgrassare la bistecchiera e il pentolino del latte.
Varietà delle tisane.
Imparare la funzione specifica di spezie, detersivi e lavaggi.
Scoprire l’esistenza di cibi nuovi e veloci. Come il Giapponese da asporto.
Scoprire l’esistenza di una quantità di scartoffie, bollette, avvisi, assicurazioni, rifiuti, bolli. Tutto da pagare. Entro domani.
Ricordare di controllare la posta. Non quella con la password. Quella con la chiave.
Calcolare precisamente la somma mensile disponibile in euro, avendo cura di togliere quella dell’affitto in euro.
Imparare a non sporcare. A togliersi le scarpe. A fare la spesa senza comprare delle cazzate galattiche. A fare la verdura al vapore. Il pollo e la carne senza che faccia troppo schifo.
Non dover rendere conto di niente a nessuno (Equitalia a parte).
Non dover giustificare una assenza a cena, a pranzo, il volume della musica o un rientro notturno barcollante.
Yoghurt e mela quando non hai voglia di cucinare. O aperitivo con pizza e noccioline.
Possibilità di non possedere una bilancia.
Possibilità di non possedere una TV. Né un ferro da stiro.
Possibilità di scelta istantanea e monodirezionale sul da farsi per i prossimi 5 minuti, 2 ore o 3 giorni. A seconda dell’umore.
Possibilità di restare molto felice o molto incazzata, a prescindere.
Un campanello con il proprio nome.
Scelta dello zerbino.
Monopolio assoluto dello spazio negli armadi.
Possedimenti infiniti di scarpe senza eventuali battibecchi sullo sperpero di denaro.





Niente, dovevo tirare due somme.
Così, per una prima superficiale analisi in merito ai primi sei mesi di auto convivenza.
11.11.2011/11.05.2012

Sono solo riflessioni a voce alta.
Scusate. Ho un debole per gli elenchi.



lunedì 12 settembre 2011

A Left Mathematician, a Right Artist. (Poi ci sono quelli Out, come un maiale in salotto)

Sono in fase di progettazione: vorrei trovare un metodo che mi permetta di fare alcune cosette contemporaneamente. O, almeno, in un arco temporale inferiore. Non ho sempre giornate intere a disposizione. E le ferie sono finite da che mò.

Le cosette in questione sono, in ordine sparso: aggiornarmi sulle novità in fatto di musica, politica, blog, attualità, tecnologia, libri. Poi, in seconda battuta, trovare il tempo di leggere i blog, le notizie, i libri in questione, ascoltare la musica in questione, guardare i film in questione, leggere i quotidiani, capire cosa sto leggendo e cercare di farmi una opinione in merito, con gli elementi a disposizione. O leggere opinioni di altri, di persone che reputo in un qualche modo più attendibili, più critiche e che scrivono cose che sento essere più vicine al mio modo di vedere il mondo (facendo economia cognitiva, chè condividere è meno impegnativo che creare). Scrivere il mio blog (questo, per la precisione), pulire casa, andare in posta, compilare il modulo per i ticket sanitari (lo avete fatto?), rispondere alle mail, fare la spesa, avere una vita sociale stimolante (e magari anche sentimentale, ma questo è da inserire tra parentesi, è un'altra storia che merita uno spazio a sè stante), partecipare al partecipabile, aiutare il prossimo, fare il check up delle varie parti del corpo chè ormai non hai più 18 anni, organizzare appuntamenti, aperitivi, viaggi, visite di sostanziale cortesia e quelle di cortese sostanzialità, disincrostare il calcare dei rubinetti e del water, dedicare ai miei tre sport la necessaria costanza e, ai miei quattro hobbies, il loro fondativo entusiasmo maieutico.

Per non annoiarvi, mi fermo qui.

Mi ritrovo a scrivere qualcosa a casaccio, mentre ascolto musica, mentre leggo un libro, sdraiata a testa in giù, impegnata a fare stretching. Pensando alla lista della spesa e a quel film di woodiallen che non ricordo il titolo. Pessima.
Oltre ad avere ovvi problemi a seguire quello che si definisce "filo logico", c'è di bello che mi capita quella cosa strana, detta Serendipità.

Scopro cose impreviste, mentre ne sto cercando altre. E non è cosa da poco, dato che mi risparmio tutto il difficile. Ovvero il sapere cosa sto cercando, fare le domande giuste, sapere dov'è che devo guardare attentamente, il preambolo, il prologo, analizzare bene bene. Di solito è solo così puoi avere qualche possibilità di individuare il presunto bersaglio di partenza. Sulla carta.
C'è da dire che se invece hai le idee un po' confuse sull'obiettivo della ricerca, come nel mio caso, è sempre sorprendente quello che scopri. Quindi va sempre bene. Minimo sforzo, massima resa.
(Sempre un po' per l' annosa e vecchia come il cucco, questione delle aspettative. E del sapersi sorprendere. Anche passati i sette/otto anni).

Oggi ad esempio:

- Cercavo di sincronizzare un po' di cose da I-tunes a I-phone e mi è capitato di riascoltare, casualmente, un album che credo sia un bel po' bello. Loro sono i Beirut e l'album si intitola "The Rip Tide". Il video di Elephant Gun è da vedere.

- Gironzolavo su Google immagini, quando ho visto la nuova campagna pubblicitaria Mercedes Benz. Oltre al fatto che i prodotti Mercedes Benz sono piuttosto fighi, questi disegni paragonano le caratteristiche della vettura a emisfero destro e sinistro del cervello, richiamando graficamente l'idea di completezza, di complementarietà dei due.

Un po' presuntuoso se vuoi, ma di un certo impatto.




 Left brain
I am the left brain.
I am a scientist. A mathematician.
I love the familiar. I categorize. I am accurate. Linear.
Analytical. Strategic. I am practical.
Always in control. A master of words and language.
Realistic. I calculate equations and play with numbers.
I am order. I am logic.
I know exactly who I am.




 Right brain
I am the right brain.
I am creativity. A free spirit. I am passion.
Yearning. Sensuality. I am the sound of roaring laughter.
I am taste. The feeling of sand beneath bare feet.
I am movement. Vivid colors.
I am the urge to paint on an empty canvas.
I am boundless imagination. Art. Poetry. I sense. I feel.
I am everything I wanted to be.




Mi è venuto di ripensare al mio esame di Fisiologia, nel lontano 2002.
(E al fatto che queste illustrazioni mi sarebbero servite di più allora, che quando dovrò cambiare l'auto).

- Riguardavo alcune fotografie recenti, di qualche domenica fa.
Ci sono eventi che vale la pena di andare a vedere. Di sostenere. Ci sono persone brave, che sono poi artisti. E artista è colui che ha saputo fare della propria passione un lavoro. Da dove deriva l' arte, se non da qui?
Qui, al Ferrara Buskers Festival ce n'erano un sacco. Di artisti, dico.
Quello che creano e trasmettono queste persone è la vera vita vissuta, quello che conta, quello che emoziona e fa sognare, quello che ancora ti tiene sveglio la notte e ti fa sentire la vertigine di un immenso, rivelatore e meraviglioso vuoto sotto di te.

Guardare queste persone negli occhi è come guardarle dritto nel cuore. (O nell'emisfero destro, come preferite).
Preciso lì.












(Foto scaricate da: http://www.ferrarabuskers.com/it/photogallery/)

domenica 4 settembre 2011

Per esempio. Come avete potuto farne a meno fino a oggi? (Imbecilli).

Nel post precedente blateravo qualcosa in merito alle cose che è meglio non sapere mai.

Per motivi di salute.
Di benessere. Fisico e spirituale.
Per risultare il più possibile longevi.
Per una diuresi ottimale.
Per essere in armonia con il mondo.
Per contrastare i radicali liberi.
Per regolarizzare il ciclo mestruale.
Per minimizzare lo stress.

E fin qui, ci siamo.

L' Apple Store offre una vasta gamma di applicazioni gratuite in merito:
il termometro, quella per fare meditazione con il rumore della pioggia o del mare, per ricordarsi di bere un sacco di litri d'acqua (sì, c'è c'è), per allontanare le zanzare, lo stetoscopio, il test di gravidanza, quello della pressione e del cuore, quella per ricordarsi la pillola e tenere monitorato il ciclo, per ritrovare la macchina parcheggiata, per sapere dov'è il l' Orsa Minore (che nessuno la vede mai),  il telecomando, quella del Devoto-Oli, di Padre Pio e i rimedi della nonna.
E va bene.
Una per ogni necessità.
Per rispondere alle esigenze dei clienti Apple.

Poi.
E' successo che ho visto questa:

[...]


Descrizione:


SgarbiX è l’unica applicazione dedicata a Vittorio Sgarbi disponibile in AppStore. Con SgarbiX potete insultare chiunque vogliate con la voce del grande Vittorio.
Date del “testa di cazzo” o della “capra” ai vostri amici, ai vostri nemici o semplicemente a chi passa per strada (non ci prendiamo la responsabilità di eventuali reazioni o scazzottate).
Come avete potuto farne a meno fino ad oggi? Se lo chiedono in molti e chi l’ha comprata non è di certo rimasto deluso (media recensioni 3.5/4 stelle).

Ma veniamo agli highlights:
- 28 insulti epici
- imita i movimenti di Sgarbi scuotendo il telefono per cambiare l’insulto
- possibilità di selezionare gli insulti per comporre la tua selezione incazzatissima
- connessione a Facebook per farti grande con gli amici

Novità nella versione 1.7

SgarbiX ora compatibile con iOS 4 e multitasking

-Aggiunto il suono: "IMBECILLE"



Ecco. Questa è una di quelle cose che dicevamo.
Per capirci.

giovedì 7 luglio 2011

Su una approssimativa Antropologia Umana: in principio era il Caos. Anche dopo.

Ognuno di noi, e per "noi" intendo coloro che - come me - hanno avuto abbastanza culo di essere nati in un punto del globo terrestre in cui vengono soddisfatti i bisogni primari (come spiega in dettaglio il nostro amico A.H.Maslow che, da lustri, presenzia fedele e preciso con la sua brava piramide in ogni libro o trattato di Psicologia) ha una vita costellata di persone che fungono da punto di riferimento affettivo e sociale e da metro di paragone per capire cos'è che vogliamo e cosa invece no.
Le persone che fanno parte della nostra vita, ognuno a suo modo, ci aiutano a capire, ci insegnano, ci mostrano qualcosa. L'osservazione e il confronto sono un modo per capire come vorremmo essere e come invece non vorremmo mai. Un modo per cogliere punti di vista che non avremmo mai considetato, idee che non ci sarebbero mai venute e opinioni che non sarebbero mai state così articolate: allargare la visuale del nostro personale paraocchi in dotazione.
Dove stanno le differenze e dove invece i punti in comune.
Da qui profondi sodalizi, magiche intimità, insostituibili affinità di modi di vivere e di pensare. Di trovarsi insieme, in un qualche modo, nel palcoscenico tragico e comico, della vita. Scelte elettive, reciproche stime, fiducie importantissime, condivisioni spontanee, racconti di sera tardi senza paura di essere giudicati, mai. Risate complici e quel non detto che, vai a capire come fa. Ma ti basta solo uno sguardo di intesa.
E ogni volta, regolare, ti spiazza.
Che poi è anche uno delle cose più affascinanti la sospensione del giudizio. E' difficile. Ed è difficile che capiti di non sentirselo addosso, costante, fluente, il giudizio, macchinato da mille sguardi e mille cervelli famelici che aspettano solo che qualcosa sia in fase di accadimento per poter attivarsi. Mille parole spesso a sproposito basate solo su tre o quattro degli N elementi che sono indispensabili anche solo per una semplice ma approfondita opinione personale.
Fa la sua differenza.
Attraverso quella che è la vita vissuta e lo scambio con le persone di cui sopra, si creano la quotidianità e le Esperienze*.

 * Esperienza:

- Un evento che ricordi nel tempo, sia con gioia che con dolore. Quindi che presumibilmente ti ha fatto provare emozioni.
- Un evento che spacca in due un arco temporale, un fluire di un tempo altrimenti uguale a se stesso.
- Un viaggio.
- Un lavoro nuovo e tutto cio' che comporta.
- Una perdita.
- Una conoscenza.
- Un provare a dire sì, quando hai sempre detto no.
- Un provare a dire no, quando hai sempre detto sì.
- Guardarsi vivere dall'esterno.
- Provare a mettersi nei panni di.
- Seguire il proprio istinto.
- Imparare a fare qualcosa che non hai mai fatto.
- Dare possibilità agli eventi di accadere.
- Considerare che i sensi di colpa non servono, quasi mai.
- Essere ricettivi, il piu' possibile.
- Essere presente a te stesso, sempre.

Uno dei rimpianti più grossi che non vorrei mai avere a somme tirate è quello di non avere esperienze da raccontare.
Solo raccontando e spiegando le radici di una consapevolezza, di una opinione, di un saper fare o un saper essere, è solo così che puoi essere veramente credibile. Che non desti il sospetto di avere indosso una maschera. Solo se racconti quello che ci sta prima, all'inizio inizio, una specie di prologo, quello che nessuno vede mai, ma che è il principio. Di te. E serve per capire, per non perdere il filo.
Che poi le persone si avvicinano, ti raccontano a loro volta. Si fidano se ti mostri, almeno un pochino. Però c'è da stare attenti: se ti mostri, devi capire quando. Il Quando giusto. E soprattutto, se ti mostri, devi anche capire con chi. Le Persone Giuste. Chè con i racconti e le descrizioni bucoliche, gli scenari marittimi e montani, i soavi pensieri, i dolci ricordi, il profumo dei tigli e le scorribande giovanili, anche tutte le ignobili bassezze trovano un varco per uscire una ad una, in fila indiana. E si fanno riconoscere. Per nome. Precise.
Le brutture, le paure, le indecisioni, le fatiche del cuore e delle braccia. La stanchezza, l'essere disarmato, le dichiarazioni di belligeranza, i rancorosi assoli di passate relazioni amorose e non, le idee bislacche e un tanto deliranti, i progetti mai realizzati, le peggiori offese, le cattiverie di bassa lega, le vendette meditate a lungo e le assolute, vigliacche fughe.
Ti devi tutelare assicurandoti che le persone a cui riservi questa matassa di roba semi-catastrofica sia in grado di poterla accettare, comprendere. Analizzare. Supportare e sopportare, anche. In un qualche modo, che non so. Ma non giudicare, no. Nessuno ha il diritto di riscrivere al tuo posto. Perchè è la tua storia, e si parte sempre da lì. 
Dall'inizio. Dalle radici.
Da quello che ti è dato supporre, presagire, preventivare, immaginare, sognare, idealizzare, progettare, provare, credere, ipotizzare.

Ma che non ti è dato sapere, mai.


Mai in modo oggettivo.
Mai una volta per tutte.

venerdì 17 giugno 2011

Alla Lettera.

Del maiale, non si butta via niente.*



* Avvertenza:
Se bevi.
(Troppo)
Il maiale te lo trovi accanto.

lunedì 13 giugno 2011

Quisquilie Domenicali: quello che è impossibile prevedere.

Sei convinta, ormai, sulla soglia dei 30, di poter essere inclusa tranquillamente in quella categoria, essere pubblicamente definita come una "esperta".
Una che ha capito tutto.
Quando. Invece.
Eh.
Vedi te il destino che scherzi che fa.
Fino a ieri mattina, mi facevo vanto di essere riuscita a eliminare quegli elementi di disturbo che, al pari degli esperimenti scientifici, vanno a inficiare l'attendibilità - quindi l'utilità - dei risultati (in questo caso, il successo del risultato scientifico sarebbe stato, secondo la mia superficiale ipotesi, la possibilità di un sonno ininterrotto, fino alle ore 12.00).
Per elmementi disturbanti intendo sia eventi catastrofici causati dalla specifica umana volontà di dolo, sia eventi catastrofici causati dalla Natura che ci circonda.
Esempi concreti:

- Temporali con tuoni e fulmini
- Arrotino (che, rispetto per il suo lavoro, è sempre uno stronzo. Mi spiego, anzichè installare altoparlanti sul suo furgoncino - dando adito a pesanti ripercussioni psicologiche sugli abitanti del quartiere - non potrebbe, che so, investire lo stesso denaro per creare un bel sito internet con numero di telefono. Chè se uno ha bisogno. Insomma, nel caso. E l'arrotino sarebbe così tranquillo di garantire una totale reperibilità. E' solo questione di scelte più o meno altruiste).
- Testimoni di Jeova (non vorrei mai aprire un dibattito religioso, così, a freddo, di lunedì mattina. No).
- Vicino di casa che taglia l'erba. Immancabilmente presto. Troppo presto.
- Impresa Edile che sta impegando due anni a tirare su la casa che, guarda caso, è proprio di fianco alla tua.
- Vicino del piano di sopra che ha deciso di rifare i pavimenti.
- Vicino del piano di sotto che ha deciso di abbellire casa decorandola con dei quadri alle pareti.

Considerato questi elementi e trovato il modo di fronteggiarli, con l'esperienza, l'astuzia, la progettazione, l'analisi, c'è sempre qualcosa che non prevedi, qualcosa di assolutamente aleatorio.
Rimane sempre quella percentuale minima di rischio impossibile da calcolare:
Lo Stronzo (peggio dell'arrotino) che chiama ripetutamente tra le ore 8,30 e le 9.00, fino a che - stremata - ti alzi, rispondi e, mi-scusi-ho-sbagliato-numero.
[...]
Dico io, se chiamassi qualcuno così presto la Domenica, sentirei una grossa responsabilità sulle spalle.
Non puoi sbagliare numero, la delusione e l'incazzatura del ricevente è paragonabile a quella dei tifosi Italiani nel '90, che aspettano Baggio tirare.

E poi, per chiamare così presto ne deve valere la pena.
Mick Jagger che canta in piazza, per esempio.


 Ps. A volerci vedere del bello ho potuto votare senza aspettare.
A quell' ora, ieri, il seggio era vuoto.

venerdì 20 maggio 2011

Senza te (non) morirei. (Anzi).

Sottotitolo 1: C'è che mi constringi a prenderti in considerazione.

Sottotitolo 2: Cose che se si potessero eliminare anche solo di 1/3 la qualità percepita di vita sarebbe statisticamente migliore. O no?

- Progetti e impegni "assolutamente" da fare, assolutamente "subito". Inderogabili.
- Pulizie del Sabato.
- Pila di libri da leggere sul comodino.
- Scoperta quotidiana di Blog da leggere.
- Il  numero delle testate dei quotidiani on line.
- Applicazioni per I-phone gratuite.
- Elenco di oggetti "in osservazione" sul Mio E-bay.
- Gli (plurale) Spritz.
- Jackass, Griffin, tutti gli Scary Movie, American Pie e Ace Ventura del caso.
- Le volte che devi fermarti a fare benzina al Self.
- Quantità di carboidrati, sigarette, zuccheri e alcool concentrati dal venerdì  h19.00 alla domenica h 23.00
- Le cause della Cellulite. (Donne, come dice lo spot, la cellulite è una malattia - Cazzo, allora è un po' come dire che nascere in Italia è una malattia. Sì, in effetti - forse - questo, lo è davvero).
- Il numero di coloro che disegnano/producono scarpe da donna.
- Le volte che è necessario fare il cambio dell'armadio da estate a inverno e conseguente cambio di materasso da cotone a lana.
- L' analisi di qualsiasi tipo di evento accaduto/in essere (tipo, perchè il cielo è blu? Perchè l'acqua del mare è salata? Cose così, insomma. Un po' NationalGeographic).
- Le federine per il cuscino necessarie per il viaggio.
- Il tacco 12.
- Il vino rosso e la sangria.
- Le domande.
Retoriche, inquisitorie, ipocrite, di approfondimento, nostalgiche, conoscitive, informative, stupide, paradossali, suppositive, generiche, specifiche.

(Sempre e comunque quasi tutte senza risposta, quelle importanti davvero).




martedì 15 marzo 2011

Libere Associazioni di Passato Remoto (in formato Elenco).

Probabilmente ne risulterà una cosa scema e noiosa.
Soprattutto per chi non ha condiviso con me questi momenti.
Soprattutto perchè sono buttati alla rinfusa. Senza ordine, nè logica, nè collegamento. Nè un filo conduttore.

E' che ci sono affezionata.

Ho provato a tornare indietro nel tempo con la MemoriaLungoTermine (sì ho notato, ultimamente, ce l'ho con la faccenda della memoria) - modalità random - e a scrivere qualsiasi cosa, proprio ognuna (fino a quando mi sono stancata).
E' una palla mostruosa. A rileggerlo.
Ma c'è quella cosa della lista a cui sono sentimentalmente legata.
E mi ricorda cio' che è stato e che non è più.
E ciò che è stato è molto bello da rievocare. E da mettere nella scatola delle cose preziose. Scatola testimone di com'è che sei arrivato ad ora, di cos'è che hai vissuto. Perchè adesso vedi il cielo di quel preciso colore.


Il parchetto delle rane, quello del bell’albero, l’ F10 aerografato, oppure è bello anche il Peo verde smeraldo, lo skate park, il travestimento da punk a carnevale, il diario con le dediche, la Scemo, il viaggio della speranza a Stintino quando ancora non si aveva la patente, i chili di Muller ingurgitati, l’ Ovomaltina fa bene, gli innamoramenti fulminei, l’albero che si illumina al buio, le strinate della Gio all’isola d’Elba con Tommy e il tavernello, le stelle cadenti al Parco di Roncolo, Notte Horror con Zio Tibia, le canzoni in arena in Sant’agostino nelle notti d’estate, l’adolescenza non è poi così male, lo zainetto di plastica di Hello Kitty, il ritrovo alle 16.00 all’obelisco, non pestare l’aiuola, le barzellette del Miunga, se poi esce il nostro demo sono cazzi amari per tutti, gli RH Positivo, la pizza della Piola e la cialda Capolinea, la giareda e la salopet di Boss, le zeppe nuove per andare all’Ozone (Gesu’!), il trucco sempre esagerato, i capelli fuxia (Gesu’!), le incursioni a casa Granata, imbucarsi nella festa dell’amico del cugino del fratello del compagno di classe, rigorosamente tutti in motorino in fila indiana, il Green Bay la vigilia di Natale, schierarsi a favore di e contro di, difendere le proprie idee a qualunque costo, le manopole giallo fluo, correre in corridoio per prendere posto in ultima fila, il twister, ancora l'attuale domanda: ma noi dove cazzo eravamo quando gli U2 suonavano al campovolo ? (uno dei rimpianti piu’ dolorosi), le merende sul balcone della Masini, i tramonti contemplati dal balcone della Masini, non risponde…..avrà finito il credito (Gesu’!), una scarpa diversa dall’altra, Ferragosto in Enza (…da annali), il messicano visto dall’alto, Paperino e Paperina – Topolino e Topolina – Pippo e la…, il nocino e il succo d’uva, amori sbocciati e finiti in tempi record, le lacrime inutili, le lacrime utilissime, Misciu’ e il manico di scopa, Babar al mattino, lo stivalino lo spadino e i pirati, le trasferte della reggiana, Bon Jovi, l’innamoramento per Mark Lenders poi per Dylan Mc Kay (che rimarra’ sempre decisamente una spanna sopra a Brandon Walsh), Boss che imita Dylan Mc Kay, Kimmi Ridimmi, Cand…gay, il saggio di ginnastica ritmica sulla base di “Innuendo”, strada chiusa, l’amicizia vera, gli abbracci, i disegni a notte fonda, i capelli rovinati dalle tinte, i capelli rovinati poi dal sapone di Marsiglia, gli allenamenti di pallavolo, l’angelo azzurro, la ricerca della t-shirt vintage in montagnola, perché se non hai 18 anni non puoi andare in televisione, gò mia fama stasìra (da allora battezzato tale), i mondiali '90, i racconti della Gogo tramandati a tutti ormai - am fòmen i pè- Lamù, i film di Carlo Verdone, La Divina Commedia, Maurizio Nichetti, i gnocchi di patate della nonna, Shirley Temple la domenica mattina, il Bolero di Ravel, i tramonti al mare quanto sono spettacolari, la Sora Lella, amare Kant senza capirci niente, l’arte dell’improvvisazione, l' improvvisazione dell'arte, le fotografie in riviera di tempi immemori, il bombolone, il profumo dei tigli nelle prime sere di primavera, le mollette con le stelle, accorgersi che le emozioni sono universali, la pista di pattinaggio, i baci rubati, la patente a 18 anni e 1 mese che non puoi più vivere senza, la cedrata Tassoni e l’estathe dalla Charly, i biscotti al cocco che fanno schifo, i pigiama Party a mangiare le schifezze e raccontarci non si sa cosa, l’amore per Freddie Mercury, dipingere un paesaggio di Monet (provare a farlo), le arrampicate sugli alberi, le sorprese dell’ovino Kinder che erano meglio quando si potevano montare, Brivido, il portamonete giallo da spiaggia, le scarpe con gli occhi, i Quindici, Cecco Bilecco, il viaggio a Dublino, guai a chi dorme, la china, mangiare un sacco o non mangiare mai, il walkman sotto al banco, il Pinotti Blues, il cervello in formalina mi da un po’ da fare, gli Alpini, la vacanza a Riccione, d’estate i tacchi fanno bruciare i piedi, i Goonies che segnarono un’era, Labhyrint, la scimmia nel letto, provare nostalgia, il profumo dei pini del mare, lanciare la sigaretta sotto al letto perché arriva tuo padre, lanciare la prima sigaretta perché fa schifo, lezioni al cinema Roma, laurearsi e vedere i tuoi che piangono di commozione, Max e i disastri di Dublino, lo stereo acceso di notte nel campus, allagare tutto, credere nel destino, credere in Dio, credere alle favole, credere in Woody Allen, credere, semplicemente, l’arcobaleno, leggere tra le righe, la marmitta truccata, le mani imbrattate di tempera, il piercing fatto di nascosto, i capelli tagliati sempre troppo corti, scappare dalla folla, scappare dalla solitudine e dalle paure, dalla polizia, conquistare la fiducia, non accorgersi che il tempo passa sempre troppo in fretta, Linus, le tradizioni, illudersi che le cose non cambiano, l’eternità, la Dantina e il suo acetone, i gavettoni l’ultimo giorno di scuola, il doppio ranger, il Mai Tai del messicano, il messicano al mercoledì al venerdì e al sabato negli anni dell’Università, gli obiettivi raggiunti e quelli mancati per poco, migliorarsi, crescere, imparare, capire, studiare, evolversi, valutare, considerare, sentire a pelle, le delusioni inaspettate, le aspettative attese, le attese prolungate, difendersi dagli attacchi, i rivoluzionari della 5 B, il Corallo, qualcuno che ti regala un plettro, qualcuno che ti regala una rosa, un post it ritrovato in un quaderno, arrivarci in fondo, la vaccinazione, quello schifo dell’augmentin alla fragola, piazza San Marco, la mostra di Salvador Dalì, Jackass, i film impegnati e i film demenziali, Mc Lovin, guardare tutto il palinsesto delle serie tv del mattino, i Barbapapà e Junior TV, quel povero W.E.Coyote, i riff di Keith Richards, mio fratello che suona il Koln Concert di Keith Jarrett con il pianoforte a coda, il forno di bagnolo, imparare a usare le nacchere, la somarina, le partite a ping pong, il Juke Box di Zadina, imparare il salto in alto, imparare a chiedere scusa, ricordarsi un nome, una poesia, una canzone, il Festivalbar,
scioperare, il Bar della Volta, il Capodanno a Praga sull’Admiral Botel, i fuochi d’artificio, rivedersi dopo 15 anni, il Tonale e le camere da 7, il piumino lungo, la Ola dei Mau Mau, bere troppa vodka, i doctor Marten’s viola, Portobello road, il pulmino da Scemo e piu’ Scemo, il mercatino del libro,Chili con CARNI, Tisperz, il weekend a Cervarezza da Iemmi, i segnalibri inventati, i bassotti, le ciambelline di Ilaria, sperare che, ecco lo sapevo, trovarsi nel mezzo di una tempesta di corsa a 7 km da casa, ridere fino a non riuscire piu' a respirare, lo smalto rosa corallo, Comme des Garcons, la t shirt bianca che va bene con tutto, controversie quotiane, scene romantiche, Federico Fellini, le riunioni, il corso di nuoto che due palle, studiamo cos'è il THC, Andrea Pazienza, non dimenticare le cose che piu' si vogliono dimenticare, le traduzioni di latino che sono impossibili, Slash ha dei capelli fantastici, la Pulce d’acqua che l'ombra ti rubò, tartarughe d’acqua, i pesci rossi che dormono di fianco (Gesu’! Non stanno dormendo), Paulo Futre, la scaramanzia, le possibilità, i rimpianti e i rimorsi: discutere su cosa è meglio, l’indecisione, la rabbia, portare qualcuno nel cuore, cadere dalle scale, accendere la miccia, farsi male, camminare sulle mani, il disincanto, la sambuca, Fabrizio De Andrè, la curva del Los Angeles, la curva Sud, le storie dei fantasmi, la motocarrozzetta, i graffiti, lo zainetto sulle spalle, sbagliare treno, sbagliare fermata, sbagliare la tempistica, sbagliare persona, l’ apparecchio per i denti, la bancarella, i paciocchini, la MyLove, l’acidità del lunedì mattina, la sveglia che non suona, la sveglia che suona ma non la senti, scordarsi di mettere la sveglia, il panino da viaggio, lo spazzolino da viaggio, il marsupio da viaggio, il viaggio, i colori dei campi, prendere freddo, il ghiacciolo all'anice, i progetti, manuale delle giovani marmotte, i compleanni in casa con la caccia al tesoro, le costellazioni: vedo solo il Gran Carro, vincere un pesce rosso, vincere una gara, vincere un campionato, vincere, l'odore di cibo marcio in treno, la valigia ad Amsterdam e tu a Mallorca, litigare e coccolare, scendere dalle piste deserte, il rumore delle onde, andare in 5 in Sardegna con una macchina, i poster degli Iron Maiden, i tuffi, Hey we're going to...Mannu!, gli ostacoli di atletica e gli ostacoli della vita (Gesu'! Che paragone), il gelato al puffo, Amici Miei, nascondino, perdere mezza diottria per ogni anno che passa, al Moro ci si diverte di piu', giocare a merda, Neffa , Friends will be friends, gli amici del mare, il soprannome che non ti stacchi piu', il calcetto con i maschi, le ore in Panizzi, i caffè in Panizzi, gli appunti infiniti, le file in Segreteria centrale, il tramonto di Oia, pattinare sul ghiaccio, la collezione di gommine, John Lennon, Il Barone rosso & Mutthley, l'agitazione, comprare troppe cose, comprare troppe caramelle, il cinema quando piove, Il magico mondo di Amelie, i libri di Benni, la pizza alta, le sinapsi e i neuroni, la scienza e la letteratura, la magia, il caleidoscopio, le notti d'estate a guardare le stelle sulla spiaggia.

[....to be continued...]

lunedì 14 marzo 2011

Dove non arriva la MBT (Memoria a Breve Termine).

Gli elenchi hanno qualcosa di confortevole e rassicurante.

Scandiscono il tempo, organizzano la memoria, aiutano a stabilire delle priorità.
Ti permettono di prenderti una mini vacanza dall'ansia, dall'agitazione. Una piccola serenità dovuta alla sensazione di essere sicuro. Di non dimenticare nulla (o, almeno, nulla di quello che ti sei ricordato di scrivere nell'elenco).
La lista: liste della spesa, delle cose da portare in vacanza, delle cose da fare, delle persone da chiamare, dei negozi da andare a visionare, dei ristoranti dove si mangia bene, dei concerti interessanti, dei film da vedere, dei libri da leggere, delle cose da comprare, delle ispirazioni creative che arrivano all'improvviso mentre osservi il cielo fuori dalla finestra.
Tutto lo scibile delle attività è passibile di essere sottoposto a lista.

Già intorno ai 6-7 anni arriva un momento cruciale, il momento del compleanno, quando diventano pregnanti, minimo minimo, 3 liste:
- degli invitati
- dei regali che ci sarebbe piaciuto ricevere dagli invitati
- del cibo-bevande che avremmo preparato per gli invitati

Credo pero' che la vera necessità della lista sia inversamente proporzionale alla quantità di liste fatte.

Chè poi va a finire che ti ritrovi con una quantità indefinita e imprecisata di fogliettini volanti sparsi dappertutto, a distanza di tempo, nel fondo della borsa, nelle tasche dei cappotti, nell'ultima pagina dei bloc-notes e ti rendi conto - con disappunto - di non averle mai utilizzate al momento giusto.
Un po' perchè non ti ricordi nemmeno di averle fatte. Un po' perchè ti ricordi di averle fatte ma non ti ricordi assolutamente dove hai messo quella giusta, quella in questione -  fortuna hai una buona memoria, ancora, e, capita anche che ti ricordi tutto quello che ci avevi scritto, nella lista. Senza ricordare dove essa sia.
Va bene lo stesso, no?

Solo credo siano rimaste dal calzolaio un paio di scarpe da risuolare. Dal Natale 2008.
(Ho sempre dimenticato di segnarlo nella lista).

Pazienza, credo di averne comprate un altro centinaio, nel frattempo.
Molto più fighe, anche. Per la cronaca.

giovedì 13 gennaio 2011

A Caso/Ad Hoc.

In questo momento molto preciso ho una accozzaglia di robe confuse, anacronistiche, dislessiche, retro', attuali e pansofiche che vorrei esprimere. E sono, per la precisione:

- Avete presente gli Smiths. Ecco. Morrissey mentre canta "There is a light that never goes out". Ma porca troia, ma com'è? Non ci sono parole. Non saprei che dire. Ecco.

- Avete presente i Genesis. Ecco. L' album Selling England by the Pound. Bene. Canzone numero 3, dieci minuti di  "Firth of Fifth". Dieci minuti sublimi, in cui puoi tranquillamente dimenticare chi sei, oltre a qualsiasi coordinata spazio-temporale.

- Non condivido le critiche che alcuni quotidiani (non ricordo dove l'ho letto a dire il vero) rivolgono a Wikipedia: è vero, è incompleta, a volte fuoriviante e parziale ma è anche un grandioso esempio di collaborazione tra persone. Voi la vedete così spesso questa cosa sconosciuta che inzia con la C?

- Da circa una settimana ha aperto Baratto Matto , il primo swap-shop reggiano.
Va bene che non abbiamo Starbucks - disgrazia - ma, almeno possiamo barattare i nostri baracchini/orpelli/vestiti/accessori/adoratescarpeeccecc che non vogliamo più o che non avremmo mai voluto avere, ma che non-si-sa-come abbiamo. E non sappiamo che farcene. Senza bisogno di andare a Milano, nè a Londra (chè per quanto la Ryan sia low-cost, qualcosina viene poi di spesa comunque -considerata la sosta da Top Shop). Ma in via Squadroni 10, Reggio Emilia.
Sono già andata a portare tre mostruosi altarini, il quale loro ingombro nell' armadio mi era diventato insostenibile: sembravano così belli prima di comprarli.....poi....poi...non so che trasformazione sia avvenuta. Tipo quella dei Gremlins, circa. Non sono mai stati indossati, anzi, mi hanno sempre causato quel senso viscerale di repulsione, di schifo quasi. E un gran senso di colpa.
In conclusione: sono uscita dal negozio con un paio di orecchini vintage, un tubino firmato Maramotti e una t-shirt adidas run dry fit con cartellino, per le mie corse quotidiane.
Ecco, Fabrizia Catellani e Morena Saltelli possono redimerti dai tuoi peccati da Quarto girone infernale dantesco e via tutti i sensi di colpa (sembra lo spot del gelato vegetale, vabbè).
Fate girare questa news che c'è bisogno di fare-sapere, in modo che il negozio prenda piede. E poi, queste iniziative vanno premiate, altro che.


- Leggevo un articolo su la D di Repubblica a proposito del nuovo libro di Andrè Aciman, Notti Bianche: non l'ho ancora letto, ma ho intenzione di farlo.  E riporto un pezzo dell'intervista, che mi ha colpito particolarmente. Alla domanda - se l'amore romantico è una forma di dipendenza da curare - ogni uomo, ogni donna (sopra i 30/35 anni) e ogni essere con una percentuale elevata di cinismo nel sangue risponderebbe che sì, è una forma di dipendenza da curare. Aciman risponde, invece, così: "Certo, è una forma di dipendenza ma, a essere onesti, se ce l'abbiamo dovremmo anzi alimentarla (Eh?!! Sei matto...?!?!). Se sei fortunato, fortunato abbastanza da incontrare qualcuno che ti fa sentire completamente devastato (già qui, vallo a capire chi sarà e se mai ci sarà colui/colei che si aggiudicherà il titolo di devastatore) please, continua, alimenta questa dipendenza. Perchè non c'è nulla di più importante. Che importa se non riesci a concentrarti sul lavoro, non riesci a pensare in modo responsabile, purchè tu abbia trovato le stelle o abbia sentito questa roba primitiva della vita (non sono sicura di sapere di cosa stia parlando). Molti parlano della sicurezza della quotidianità, ma io ricordo che quando una cosa del genere accade è come una deflagrazione, e tu non vuoi che il fuoco si spenga. Non vuoi. Alla fine si spegne. Sfortunatamente." (Questo lo riconosce anche lui).
Comunque sia, vorrei tanto che Aciman avesse ragione.

- L'altra sera stavo riguardando Manhattan di Woody Allen e, come al solito - quando sono rapita da qualcosa di bello in modo imbarazzante - mi sono ritrovata con quella espressione da Pesce Lesso.
Sarà che amo Woody, sarà che questo film è un capolavoro. Sarà che ho sempre l'espressione da pesce lesso, anche quando non mi osservo - e quando non sono rapita da qualcosa di bello in modo imbarazzante, ma questo, ecco, questo spezzone sì che è.........
è.
Fate Voi.