Lapis and Notes



Lapis and Notes


Post Scriptum:

Welcome.
(To the Jungle).

"Gli svedesi hanno capito quello che la Scavolini ancora no. Ovvero. Che la gente comune ha 40 mt quadri per farci stare un letto, una cucina e un water. E ha sempre sognato la penisola. Poi si è ridimensionata, nel momento in cui ha realizzato un fatto.
Che i sogni si pagano al metro quadro".







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lunedì 2 febbraio 2015

In the Beginning was.

Per un 2015 migliore.

- Focus sul presente
- Affrancarsi e farsi solo accompagnare da un passato che non è più
- Farsi psicoanalizzare
- Limite di utilizzo annuo di occhiali hipster con lenti rotonde
- Il Fai da te (in qualsiasi settore, anche il più magnificamente Egoriferito)
- Mensio ansia, più concretezza
- Meno televisione, più Natalia Aspesi
- Perdersi nella bellezza di Luca Argentero su Instagram
- Servizio delivery per i ristoranti
- Nuovo disco di Sufjan
- Ryanair nuovamente ai prezzi di Ryanair
-  Ritorno di un Vocabolario articolato e no slang giovanile, riutilizzo della "per" e della "ch"
- La merenda
- Abolizione del termine "flessibilità"
- Doveri e Diritti
- Protezione. Per le donne, per i lavoratori, per i bambini, per i disoccupati. Per il pene&vagina
- Abbracci. Inteso anche come biscotti
- Sostituzione delle tue 40 password dalle impronte digitali
- Più piste ciclabili e meno cicli a scatto fisso
- Nuovo libro sui cuori infranti di Franzen
- Saldo a sette giorni delle fatture
- Nuovo album degli Arctic Monkeys
- Prevenzione su ogni organo interno e non. Sulla cultura. Sull'intelligenza.
- Meno mail inutili, più lettere d'amore
- Abolizione delle citazioni e degli arforismi di Oscar Wilde
- Air bnb per tutti
- Capire se il tuo messaggio è stato capito nel tuo modo di intendere
- Abolizione delle emoticon in tutte le conversazioni
- Salumerie con tavoli e seggioline pieghevoli in ogni angolo di strada
- Abolizione delle cene costose senza un senso
- Letture al parco da Aprile in poi
- Premio in cioccolatini per ogni mezz'ora di sport
- Abolizione dell'articolo 18 in cambio di asili aziendali
- Mercatini del Riuso, del cambio e dello scambio, della trasformazione, del nuovo usato e del vintage
- Nuova bevanda: Cedrata Tassoni alcolica
- Musica dal vivo sempre, come nei 90's
- Abolizione delle Cover band
- Arginamento delle pubblicità di culi perfetti
- Fornitura Annuale di gelato Hagen Dazs per chi compila i questionari di soddisfazione del cliente
- Zero tasse e contributi sotto i 24 mila euro
- Partite iva a regime di vere partite iva: orari e gestione del lavoro personalizzata
-  Liberazione dal Black Tie
- Wi Fi aperte ovunque e che funzionano in treno
- Abolizione della pioggia il lunedì e il weekend
- Abolizione della sindrome premestruale
- Nuove lenti a contatto da poter tenere sempre
- Autopreparazione e autodisfacimento della valigia
- Cibo pronto all'arrivo a casa, ma non confezionato
- Beppe Grillo nel dimenticatoio, come il Sudoku
- Estinzione del chiuaua
- Smartphone che si ricaricano con il calore del corpo
- Affermazione di leader politici colti, eleganti, coraggiosi, visionari e realisti
- Incentivi alla rottamazione delle scarpe brutte e reggiseni rovinati
- Tutte le aziende italiane con chiusura bilancio in positivo


Chiederle tutte queste cose, lavorare per esse e volerle con il cuore.














mercoledì 3 ottobre 2012

Frivolezze. (Del perchè è sempre rincuorante occuparsi di "Chilling").





Ci sono giorni così. In cui è importante occuparsi di frivolezze.

(Soprattutto dopo una giornata intera di riunioni, una 12 ore di trasferta a Milano con annessa coda in autostrada per incidente - rientro a casa ore 21).

Giorni in cui riposarsi un po'. Anche perchè non viene niente da scrivere, aspettando sempre con la solita maledetta smania il momento di allacciare gli attacchi.

Giorni in cui studiare un po' di robe. (Evabbè.....facile su youtube).
Leggere un libro che dicono essere un bel libro.
Leggere fumetti.
Ascoltare il nuovo album dei Tame Impala.











E poi niente.

Liberi tutti.




lunedì 4 giugno 2012

Back to Eternal Silence.


Dopo quattro anni dall' ultimo lavoro, tornano gli straordinari musicisti islandesi, cantori e musicanti del ghiaccio e dei silenzi eterni.

Valtari.

 

giovedì 8 marzo 2012

Mancanza di punti di riferimento. Politici, sentimentali, economici, professionali. E, ancora peggio, musicali.

Non riusciremo mai a capire fino in fondo le canzoni che non abbiamo in un qualche modo vissuto.
Non c'è niente da fare.

Quando l'ascolto è retroattivo, una musica si può amare, puo' piacere, puo' comunque emozionare, ma non è possibile capirla. Si nasconde, si mimetizza.
Se non ti ha cresciuto, facendoti da balia, se non ti ha accompagnato in giro per i caotici labirinti dell'adolescenza, se non ti ha portato in vacanza, dagli amori impossibili, in capo al mondo quando hai deciso che era il momento, agli esami dell' Università e poi a quelli della Vita.
Allora no. Non puoi averla capita.
L'hai apprezzata. Che è un gradino sotto.
E l'opinione, la percezione che hai non è così attendibile. Anche solo per il fatto di non averla mai ascoltata dal vivo, in modo concreto, tangibile, condiviso con altre persone (e non nella solitudine di uno scadente i-pod) e ancora di più, non aver recepito con una certa precisione cio' che voleva trasmettere, chi quella musica l'ha creata.

Per esempio. Io amo i Queen. Mi sono sempre piaciuti e mi piaceranno sempre.
Sono ai vertici più elevati della mia personalissima classifica di gradimento musicale.
Vuoi perchè me li faceva ascoltare mio fratello, nei 33 giri, quando ancora i miei recettori sensoriali erano permeati solo da qualche Fivelandia e dagli 883. Vuoi perchè "Bohemian Rapsody" e "The show must go on" sono tra le canzoni più megagalattiche mai composte. Vuoi perchè Freddie è stato uno dei più grandi uomini di palcoscenico.
Ma questo non toglie un fatto dato per assodato e di cui mi rammarico. Non avro' mai la benchè minima idea di come sarebbe stato essere là, allo stadio Wembley, quel giorno del 1987.
Ad esempio.
Questo intendo. Che solo chi era presente, ha recepito quella Magia. Quella Grandezza Suprema.

Anche per il nostro Lucio Dalla, sono nata troppo tardi per poterlo capire. Mi sono persa il bello. Ho ascoltato "Tutta la vita" tante volte e, nonostante la sua bellezza, non mi appartiene. Sono della generazione di "Attenti al Lupo", che no, non mi è mai piaciuta, ma la ricordo bene. Mi ha accompagnato da una qualche parte, che ora non ricordo.
Non è che sia significativo solo ciò a cui si assiste ma, almeno, ti deve capitare di ascoltarlo casualmente, alla radio, mentre stai comprando un gelato, sei in colonna per andare al mare, stai facendo l'amore, o le pulizie in una mattina in un sabato di sole, ti deve capitare di condividere quella musica con gli amici o i colleghi, fidanzati o amanti.

Dev'essere lì, nell'aria. In quel momento storico. Senno' evapora la sostanza e non la cogli.

E' questo forse uno dei motivi per cui si parla meno di musica, le si conferisce un'importanza nemmeno paragonabile a quella degli anni passati. Non è più rappresentativa di un periodo storico, non ci ricorderemo la prima in classifica del Luglio 2011. O del Febbraio 2012 (qual'è?). Non scandisce il tempo, gli eventi, le fatiche, gli amori. Non si puo' più (ahimè) disquisire a lungo sull' eterna bellezza rivoluzionaria di un album come "Tommy" o sul confronto tra Keith Moon e John Bonham. Sono anacronistici.

Anche se.
Forse proprio per questo è un bene essere anacronistici in fatto di musica.

Come dire.
Voi avreste il coraggio di cantare ai vostri figli "Mon Amour" di Gigi D' Alessio?






giovedì 29 settembre 2011

Sulla radicale difettosità dell' immediato.

Quando non avevi l' Aifon e, di conseguenza, nemmeno le apps SoundHound o Shazam, potevi rimanere decenni senza sapere di chi fosse quella canzone, quale il titolo, di quale anno, di quale album,  quella canzone lì, proprio quella lì. Che passavano in quel preciso istante alla radio, che faceva così...na-nana-na-na-na-nannana. E che non sentivi da almeno tre anni.
Quando non avevi l' Aifon, rimanevi così. Come un idiota. Senza saperlo. E così rimanevi. Continuando a non saperlo. Non in quel momento e, probabilmente, mai. Rimanevi con quella strofa e quel ritornello in testa, in un vano e prolungato tentativo di riprodurlo vocalmente, o strumentalmente (sempre che tu fossi stata in grado di suonarlo, uno strumento). Invano, appunto.
Nemmeno il tuo amico malato di musica poteva aiutarti, eri troppo stonata, per non parlare del ritmo e delle parole. Ciao.
Il destino di quella maledetta canzone meravigliosa era quello semplice e determinato di tornare nell'oblio delle canzoni sconosciute, ma già ascoltate. E lì, in un qualche modo, scomparire dall'orizzonte, dalle possibilità di essere scelte con volontà, con libero arbitrio. Forse per sempre.

Fino a che.
Sei in macchina, un giorno qualunque. Magari anche in ritardo. E arriva, lei. Lei.
Proprio quella. Capita, alle volte. Capita.
E stavolta. Stavolta possiedi uno smartphone di ultima generazione con l'applicazione (magica, superlativa, rivoluzionaria) SoundHound.

Le fatiche di una vita si azzerano in meno di trenta secondi.
Un attimo di agonia. Solo un attimo.
Stai lì con il fiato sospeso e gli occhi incollati allo schermo. Per sapere. Subito. Chi è colui che sta producendo una così sublime combinazione di note. Chi è chi è chi è....eppure...è una voce che mi sembra di conoscere.

Analisi in corso.

Serenade, Steve Miller Band. 

Ecco.
La fatica di una vita.
Direte...vabbè chissà che fatica. E' famosa.
E vabbè, sarà anche famosa, ma io non conoscevo il nome, nè della canzone, nè del gruppo.
Prima di SoundHound.
Portate pazienza. Quando si hanno così pochi elementi si è felici con poco.

Ero lì intenta a guardare il video Burton 2012 ai Magazzini Generali a Milano, ed eccola lì.
Stavolta non mi ha fregato. No.
Stavolta l'ho identificata e posso non aspettare altri quattro o cinque anni per ascoltarla. Cioè.
Posso decidere quando. E non è cosa da poco.

Anche se. C'è un però di tutta questa beltà che non mi convince.
Peccato una cosa.
Un certo rammarico.

La velocità con cui è possibile scaricare tutto lo scibile umano in fatto di musica.
E le quantità infinite di gigabyte di hard disk in grado di contenere tutto questo nello stesso posto, nello stesso momento, fruibili dalla stessa persona.
Tutto, subito.
E' bello, bellissimo, ultracomodo. Ma è come se si attribuisse meno valore ad un singolo brano. Come se la sua unicità si perdesse in un mare di altri brani. Come se uscisse già un po' ammaccato, non dal confronto con gli altri - che alle volte il confronto nemmeno si pone -  ma dalla quantità eccessiva. Troppa musica. Subito. Tutta quella che vuoi, c'è. Anche quella che non vuoi, che non conosci. Nuova, di ieri. E del 1956. Tutta. Indiscriminatamente.
E va a finire che le ultime tre tracce di quell'album non le ascolti.

Ora.

1. Dove sta l'affezione per quella musica, quel preciso artista, quel preciso brano che, fino a un po' di tempo fa, per qualcuno, si poteva definire come viscerale? Una specie di devozione, venerazione?
2. E' ancora possibile il discernimento di ciò che davvero emoziona, ciò che davvero merita di far parte della propria personalissima e quasi unica (quasi come il dna, quasi) playlist?
3. E' possibile trovare il tempo necessario - e dico necessario, non sufficiente - per ascoltare tutte - e dico tutte - le tracce di un album in modo da sapere quali sono state scritte per il nostro momento di vita, ovvero questo esatto in cui le stiamo ascoltando? Le sappiamo riconoscere con sicurezza?
4. L'acquisto della t-shirt del gruppo musicale preferito - e deve esserci, un preferito - è di conseguenza mirata? O il guardaroba è strapieno in quanto c'è un ripiano dedicato democraticamente a tutti? Uno per Rosalino Cellamare, uno per gli  Iron Maiden, uno per Michael Jackson, uno per Ornella Vanoni...e così via...?

Ecco. Queste sono cose che mi preoccupano.
Perchè non si parla di pettinare le bambole. Di noccioline. Di politica. Di cessi intasati (non so perchè mi si associano in mente le parole politica - cessi intasati). Di mangiatoie per maiali. Di dentifricio alla salvia. Di maglioni infeltriti.

Ma di musica.

E tutto diventa inevitabilmente meno opinabile.
A mio personalissimo avviso.



lunedì 12 settembre 2011

A Left Mathematician, a Right Artist. (Poi ci sono quelli Out, come un maiale in salotto)

Sono in fase di progettazione: vorrei trovare un metodo che mi permetta di fare alcune cosette contemporaneamente. O, almeno, in un arco temporale inferiore. Non ho sempre giornate intere a disposizione. E le ferie sono finite da che mò.

Le cosette in questione sono, in ordine sparso: aggiornarmi sulle novità in fatto di musica, politica, blog, attualità, tecnologia, libri. Poi, in seconda battuta, trovare il tempo di leggere i blog, le notizie, i libri in questione, ascoltare la musica in questione, guardare i film in questione, leggere i quotidiani, capire cosa sto leggendo e cercare di farmi una opinione in merito, con gli elementi a disposizione. O leggere opinioni di altri, di persone che reputo in un qualche modo più attendibili, più critiche e che scrivono cose che sento essere più vicine al mio modo di vedere il mondo (facendo economia cognitiva, chè condividere è meno impegnativo che creare). Scrivere il mio blog (questo, per la precisione), pulire casa, andare in posta, compilare il modulo per i ticket sanitari (lo avete fatto?), rispondere alle mail, fare la spesa, avere una vita sociale stimolante (e magari anche sentimentale, ma questo è da inserire tra parentesi, è un'altra storia che merita uno spazio a sè stante), partecipare al partecipabile, aiutare il prossimo, fare il check up delle varie parti del corpo chè ormai non hai più 18 anni, organizzare appuntamenti, aperitivi, viaggi, visite di sostanziale cortesia e quelle di cortese sostanzialità, disincrostare il calcare dei rubinetti e del water, dedicare ai miei tre sport la necessaria costanza e, ai miei quattro hobbies, il loro fondativo entusiasmo maieutico.

Per non annoiarvi, mi fermo qui.

Mi ritrovo a scrivere qualcosa a casaccio, mentre ascolto musica, mentre leggo un libro, sdraiata a testa in giù, impegnata a fare stretching. Pensando alla lista della spesa e a quel film di woodiallen che non ricordo il titolo. Pessima.
Oltre ad avere ovvi problemi a seguire quello che si definisce "filo logico", c'è di bello che mi capita quella cosa strana, detta Serendipità.

Scopro cose impreviste, mentre ne sto cercando altre. E non è cosa da poco, dato che mi risparmio tutto il difficile. Ovvero il sapere cosa sto cercando, fare le domande giuste, sapere dov'è che devo guardare attentamente, il preambolo, il prologo, analizzare bene bene. Di solito è solo così puoi avere qualche possibilità di individuare il presunto bersaglio di partenza. Sulla carta.
C'è da dire che se invece hai le idee un po' confuse sull'obiettivo della ricerca, come nel mio caso, è sempre sorprendente quello che scopri. Quindi va sempre bene. Minimo sforzo, massima resa.
(Sempre un po' per l' annosa e vecchia come il cucco, questione delle aspettative. E del sapersi sorprendere. Anche passati i sette/otto anni).

Oggi ad esempio:

- Cercavo di sincronizzare un po' di cose da I-tunes a I-phone e mi è capitato di riascoltare, casualmente, un album che credo sia un bel po' bello. Loro sono i Beirut e l'album si intitola "The Rip Tide". Il video di Elephant Gun è da vedere.

- Gironzolavo su Google immagini, quando ho visto la nuova campagna pubblicitaria Mercedes Benz. Oltre al fatto che i prodotti Mercedes Benz sono piuttosto fighi, questi disegni paragonano le caratteristiche della vettura a emisfero destro e sinistro del cervello, richiamando graficamente l'idea di completezza, di complementarietà dei due.

Un po' presuntuoso se vuoi, ma di un certo impatto.




 Left brain
I am the left brain.
I am a scientist. A mathematician.
I love the familiar. I categorize. I am accurate. Linear.
Analytical. Strategic. I am practical.
Always in control. A master of words and language.
Realistic. I calculate equations and play with numbers.
I am order. I am logic.
I know exactly who I am.




 Right brain
I am the right brain.
I am creativity. A free spirit. I am passion.
Yearning. Sensuality. I am the sound of roaring laughter.
I am taste. The feeling of sand beneath bare feet.
I am movement. Vivid colors.
I am the urge to paint on an empty canvas.
I am boundless imagination. Art. Poetry. I sense. I feel.
I am everything I wanted to be.




Mi è venuto di ripensare al mio esame di Fisiologia, nel lontano 2002.
(E al fatto che queste illustrazioni mi sarebbero servite di più allora, che quando dovrò cambiare l'auto).

- Riguardavo alcune fotografie recenti, di qualche domenica fa.
Ci sono eventi che vale la pena di andare a vedere. Di sostenere. Ci sono persone brave, che sono poi artisti. E artista è colui che ha saputo fare della propria passione un lavoro. Da dove deriva l' arte, se non da qui?
Qui, al Ferrara Buskers Festival ce n'erano un sacco. Di artisti, dico.
Quello che creano e trasmettono queste persone è la vera vita vissuta, quello che conta, quello che emoziona e fa sognare, quello che ancora ti tiene sveglio la notte e ti fa sentire la vertigine di un immenso, rivelatore e meraviglioso vuoto sotto di te.

Guardare queste persone negli occhi è come guardarle dritto nel cuore. (O nell'emisfero destro, come preferite).
Preciso lì.












(Foto scaricate da: http://www.ferrarabuskers.com/it/photogallery/)

giovedì 4 agosto 2011

Un tempo per tutto. Per sorridere. Per soffire. Per imprecare. Ma anche per andare in ferie.

C'è un solo motivo per cui il lunedì è così nefasto, tragico, perentorio e nauseabondo.

Il lunedì racchiude tutte le scadenze, le rotture di maroni, le contestazioni, i doveri, le telefonate che non vorresti fare, le cose che non vorresti dire, quelle che non vorresti sentirti dire, quello che rimandi tutti gli altri giorni della settimana, gli inghippi, le situazioni irrisolte, cicliche, inesorabili, senza continuità di soluzione, senza soluzione di continuità, le cacche di cane, le ustioni, le ortiche, il benzinaio chiuso, la nausea da sonno arretrato (nonostante le 8 ore), i muscoli bloccati, la faccia gonfia, le perdite di tempo, i guasti al pc, il ritardo del treno, la colonna in tangenziale.

E' tutto di lunedì.
Sempre.



C'è un però.

Qualche volta la rivincita bisogna prendersela.
A 'sto giro, io lunedì sarò assente. Anche quello dopo, per la cronaca.

Tra poche ore spengnero' pc, luci, fotocopiatrici, fax, stampanti, telefono.


E con un plateale, gigantesco, coreografico gesto dell'ombrello, esco di scena e vi auguro Buone Ferie.




mercoledì 3 agosto 2011

Una sera d'estate. Stefano al pianoforte. Tutte le coordinate celesti al loro posto.





Che poi, se uno ti fa queste improvvisazioni, c'è da restarci secchi.





Ps. Però, dico io, mettere due o tre sedie in più, no?

1.E' bello quando ai concerti c'è tanta gente.
2. E' bello quando ai concerti c'è così tanta gente che i posti si riempiono tutti.
3. Sarebbe bello se ai concerti, quando c'è così tanta gente che i posti si riempiono tutti, potessero averne uno anche coloro che stanno in piedi due ore a spaccarsi la schiena.

Soprattutto se questi coloro hanno ormai passato i venti da che mò.
E il biglietto lo pagano lo stesso.


In ogni modo, grande Stefano.
Sempre uno dei migliori.

mercoledì 27 luglio 2011

Modalità d' Uso. Posologia. Principi Attivi.(Leggere attentamente le avvertenze).

Categoria A. 
Dolore/Sofferenza/Strazio         

- Helpless, N. Young (Arrendevole)
- Trouble, Coldplay (Lagnosa)
- Brompton Oratory, N. Cave (Fondativa)
- Birthday, Blur (Ossimorica)
- Nude, Radiohead (Panica)
- Where is my love, Cat Power (Dispersa)
- Breakin us in two, J. Jackson (Camuffata)
- Colorblind, Counting Crows (Estenuata)
- Hurt, Nine Inch Nails (Colpevole)
- You are my sister, Anthony and the Johnsons (Tremebonda)
- Tears in heaven, E. Clapton (Affranta)
- Gooan Daginn, Sigur Ros (Boreale)
- La canzone dell'amore perduto, F. De Andrè (Tragica)
- The blowers daughter, D. Rice (Irrimediabile)
- Needle in the hay, E. Smith (Sostitutiva)
- Saturday Sun, Drake (Speranzosa)

Adatte a: situazioni tragiche-amori incompresi e/o finiti-strazi del cuore-momenti di down emotivi e cerebrali- scarsa lacrimazione- insensibilità emotive-meditazioni-elucubrazioni-libere associazioni-caratteri spigolosi e irascibili.



Categoria B.  
Gaiezza/Gioia/Allegria

- Ob-la-di Ob-la-da, The Beatles (Filastroccheggiante)
- Dance dance dance, The Beach Boys (Coinvolgente)
- Country House Blur (Bucolica)
- The Passenger, I. Pop (Realistica)
- Seaside Rendezvous, Queen (Vintage)
- Kiss, Prince (Sexy)
- Brimful of Asha, Cornershop (Spensierata)
- The touch of grey, Grateful Dead (Peace & Love, and Legalize It)
- Jump, Van Halen (Atletica)
- Happy, Rolling Stones (Giubilante)
- Walls come tumbling down, The Style Council (Rocambolesca)
- Johnny B. Goode, C. Berry (Storica)
- Baba O' Riley, The Who (Eroica)
- The loco-motion, Little Eva (Ritmica)
- Papa's got a brand new bag, J. Brown (Estenuante)
- Walk of life, Dire Straits (Solodicorsa)

Adatte a: situazioni gaudenti-momenti danzanti-grigliate alcoliche-chili in eccesso-serietà ripetuta e prolungata nel tempo-tristezza compulsiva-stati di ansia e agitazione-paranoia-irritabilità-rigore eccessivo-nerds-razionalità recidiva.


lunedì 6 giugno 2011

Chi fermerà la musica? Quelli che non si svegliano. (Lo avevano capito anche i Pooh).

Ero così piccola, in quel 1990, quando mio fratello suonava il pianoforte a coda - aperto -  in soggiorno.
E mi massacrava i timpani per due sostanziali motivi:

1- Non ne capivo assolutamente nulla di musica a 11 anni. Cosa vuoi pretendere.
Sò ragazzini.
Ascoltavo gli 883 come tutti quelli della mia età, Bon Jovi, i Thake That e le compilation di Natale di Radio Dee Jay con tutte quelle porcate disadattative lì. Molella, Fargetta e compagnia.
In vetta alla mia cultura musicale spiccava, al massimo, un pallido Michael Jackson e un biondo, folto Sting.
Anche ora, probabile, che di musica non ne capisca nulla, ma con una differenza: posso dire di avere avuto una Sostanziale e Approfondita educazione, in merito.
Un po' come quando smetti di ingurgitare tegolini e patatine perchè scopri le crostate fatte in casa e i tortelli caserecci. Insomma, diciamo che qualche differenza inizi a percepirla (oltre a limitare le problematiche gastroinstestinali).

2- Mio fratello suonava con una rigorosa disciplina quotidiana, su per giù, 8/10 ore. Filate.
Accompagnato - nelle giornate fortunate - da quello che ricordo essere un simpatico marchingegno, sconosciuto ai non addetti, denominato, in gergo tecnico, metronomo.
Per quanto fosse bravo - e credo lo fosse - sono tante quelle ore. Per chi suona e per chi, volente o nolente, ascolta.

Che sì, il pianoforte è uno strumento sublime, meraviglia delle meraviglie, dolce suono, armonia leggiadra, soave pace dei sensi e inno alla rilassatezza spirituale.
Ma non otto ore, tutti i santi giorni. No. Cambiereste idea anche voi se sentiste le terminazioni nervose del  vostro timpano lacerarsi, oh appassionati di pianoforte!

Credo avessero cambiato idea sulle meraviglie del piano anche i quattro fratelli di Keith Jarrett, dopo una visita dall'otorino.
(Nonostante tutto, nonostante il suo sterminato, infinito e sempiterno Essere in quanto Genio, pertanto Creatore Onnipotente di Capolavori Improvvisati).

Cioè, sempre per via dell'esempio di prima, la crostata è buona.
Quando ne mangi quattro intere di traverso, potrebbe diventare un problema.

Ero piccola anche quando mio fratello e il suo Gruppo, gli allora Bossa Nostra, uscirono con l'album "Solaria", nel 1996. Non ricordo molto di quel periodo.
Nonostante la mia giovane età, cio' che porto sempre con me da allora - e il merito va tutto a mio fratello - è la  passione per la Musica.
Anche se non la so leggere, non la so comporre e non la so suonare, posso ascoltarla. Un sottofondo che mi ha sempre accompagnato. Il pianoforte, i vinili, le musicassette, i cd, i concerti a cui mi ha accompagnato. I testi, la storia, chi ha suonato cosa. Le differenze sostanziali e quelle marginali. I musicisti che hanno la M maiuscola e quelli un po' meno bravi ma che hanno contribuito, nel loro piccolo, a non fermare mai questa meravigliosa arte. Evolvendosi ed evelvondola giorno per giorno.

Ecco, proprio l'altra sera.
Sono andata con mio fratello a sentire Fabio Bagni e Giordano Gambogi alla Casa di Nonna Pia a Bibbiano.
Bagni e Cambogi, insieme, non li avevo mai sentiti.

Quando c'è questo duo, ecco, come dire, non si puo' parlare, non si puo' scrivere, distrarsi nè commentare niente. Solo stare lì. Fermi. Un po' rapiti ed incantati.
E, semplicemente, Ascoltare.

Quando hanno suonato "Wish you were here" - che ce l'ho nel cuore - ho iniziato a pensare, ecco adesso mi commuovo.


E quando Giordano ha dedicato a mio fratello "Fragile" di Sting, a quando la suonavano insieme, un tempo lontano diciott'anni - quando io ne avevo undici - e, dicevo, appunto, non me lo ricordo. 

Ma c'è un particolare che ricordo bene.
Ascoltavo spesso "Fragile" perchè l'avevo sentita così bella dal vivo. Lì nei pressi di Reggio Emilia.
E qualcuno mi disse, questa è una canzone di Sting, ascoltalo.


Poi, mi sono commossa.


Fabio Bagni, Giordano Gambogi e Stefano Ripa.
Lampedusa 2008.




giovedì 21 aprile 2011

Uno veramente con i Controcazzi. (O - meno volgarmente - Controcoglioni).

Domenica è stata una serata molto carina.
Di musica. In teatro.
Perlopiù gratuita.
C' è questo personaggio qua, David Rhodes - semplicemente spettacolare.
E questo personaggio - da trent'anni chitarrista di Peter Gabriel - ha suonato con la sua band al Teatro del Parco Ducale di Parma nella sesta edizione di “GONG – Rock in Progress Festival”.
Rhodes, di cui avevo sentito solo parlare, ma che non avevo mai avuto il piacere di ascoltare. Purtroppo. Fino a Domenica sera.


Rhodes ha collaborato anche con Paul Mc Cartney, the Pretenders, Talk Talk e Joan Armatrading e Battiato.
All'età di 21 anni ha fondato con David Ferguson quelli che, con Bill MacCormick, Simon Ainley e Peter Phipps, saranno i Random Hold. Ha inoltre composto e realizzato la colonna sonora del film di animazione "La gabbianella e il gatto".
Di recente ha pubblicato l’ album "Bittersweet", nato nella "factory" della Real World, ma realizzato dalla C.A.R.E.music group/bmg. Sul palco con lui si esibiranno anche Ged Lynch (P.Gabriel) e Charlie Jones (Robert Plant, Jimmy Page).

Il festival Gong nasce nel 2004 da un’idea di Gigi Cavalli Cocchi (batterista di Ligabue, C.S.I., Clan Destino, Massimo Zamboni e Mangala Vallis). Nell’arco di cinque edizioni (2004, 2005, 2008, 2009 e 2010) il festival ha riunito alcuni dei gruppi più significativi della scena del nuovo rock progressivo e alternativo italiano e internazionale, facendo conoscere il festival all’estero.Dal 2009 l’organizzazione di Gong è curata da Distilleria Music Factory che Cavalli Cocchi ha creato insieme a Cristiano Roversi, attiva anche come etichetta discografica, e si svolge a Parma in collaborazione con la Cooperativa Lune Nuove e con il Patrocinio dell’ Assessorato al Benessere e alla Creatività Giovanile del Comune di Parma.

Queste sono cose a cui bisogna partecipare - e bisogna.
Quando il Comune  - o chiunque sia - organizza, fa, decide di investire per la Cultura, la Musica, gli spettacoli in genere.
E, finalmente, non si parla solo di tagli di fondi, di iniziative.
Tagli di idee, alle volte.

Questo è Rhodes:  fate voi.

giovedì 10 marzo 2011

Conversation 16

The National.

Questo è quello che ne scriveva Luca Sofri (il peraltro direttore del Post) in Playlist, la Musica è cambiata:
Sono cinque, di Cincinnati, ma stabiliti a Brooklyn: due coppie di fratelli e Matt Berninger, che è quello che canta con la voce da io- la-so-lunga-baby. Secondo una sua definizione, fanno “delusional rock music”. Scelsero il nome più insignificante possibile per fastidio nei confronti delle ricerche di ironia nei nomi delle bands. Però in Germania furono contestati da alcuni attivisti di sinistra che li pensavano nazisti. Poi finirono tutti a ubriacarsi insieme.




La band americana di High Violet - protagonista qualche mese fa di una emozionante MTVmusic.com Live Session ha chiamato John Slattery (Roger Sterling nella fortunata serie TV Mad Men) a vestire i panni di un agente segreto innamorato del Presidente degli Stati Uniti, interpretato niente meno che da Kristen Schaal, che i fan di MTV ricorderanno anche come Mel nella serie Flight of the Conchords.




Questo è uno dei brani che amo.
Fake Empire
singolo - 23 giugno 2008


Stay out super late tonight
picking apples, making pies
put a little something in our lemonade and take it with us
we’re half-awake in a fake empire
we’re half-awake in a fake empire

Tiptoe through our shiny city
with our diamond slippers on
do our gay ballet on ice
bluebirds on our shoulders
we’re half-awake in a fake empire
we’re half-awake in a fake empire

Turn the light out say goodnight
no thinking for a little while
lets not try to figure out everything at once
It’s hard to keep track of you falling through the sky
we’re half-awake in a fake empire
we’re half-awake in a fake empire


Standing Ovation,
Grazie.

giovedì 24 febbraio 2011

Punk VS Horror-Hardcore. (Anyway, Rock).


Essendo sostenitrice delle sfumature, del non troppo eccesso, ecco, mi schiero sulla fascia dei Ramones

Stando al grafico ci sono varietà di cose interessanti che vorrebbero fare, costoro. 
Quali - essere il tuo fidanzato al 21%, - rubare ai ricchi per donare ai poveri (solo al 5%, vabbè, apprezzabile il proposito) al pari di - farsi fare un elettroshock e - sniffare colla. 
Adoro questo loro modo così ponderato di suddividere le necessità.

C'è da dire che per i Misfits la necessità è soltanto una.
Radicale. Senza tanti ma. Ed è un "VOGLIONO". Ben diverso da "VORREBBERO".



Dopo averci riflettuto qualche minuto, non c'è niente da fare.
Continuo ad amare di più i primi. Chè sono una romantica io. 
(E i secondi sono -  se vogliamo sottilizzare - un tantino strong, per me).

Poi c'è che mi resta in testa questa idea fissa: la probabilità del 21% di averne uno come fidanzato.
Che non è poi così trascurabile. Insomma, cioè, uno puo' cominciare a farsi dei viaggi in merito.






mercoledì 16 febbraio 2011

Si dimostra facilmente il quoziente di pallosità della TV (ne bastavano anche meno di 61)

Mi tocca ammetterlo.
Anche se mi vergogno.
Pero', dai. Lo ammetto.
Adesso che sono matura posso ammetterlo. Già. Ma sì, dai.
Adesso che ho scoperto Mick Jagger, Jimi Hendrix, Bob Dylan, David Bowie, Iggy Pop e Brian Eno, posso.

Anni '90. Scuole medie.
Tra "Bohemian Rapsody", "Imagine", "Radio Ga-ga" e "Lucy in the Sky with Diamond" ogni tanto ci ho infilato in mezzo - nelle mie playlist artigianali, in musicassette per Walkman Sony -  i Sottotono (ma di questi ho meno rimorsi, chè Fish e Tormento mi sembravano dei gran romanticoni quando cantavano "la mia lady-bird") e alcuni brani di un gruppo - che-adesso-vi-dirò-ma-sto-cercando-di-tergiversare - brani quali "Pray" ed "Everything Chenges".
Ehm, sì.
Loro. Quelli con la Doppia T. Quelli che vengono da Manchester.
Quelli il cui nome si traduce con "Prendilo". Eh. (E qui c'è da appuntare che i Gem Boy non sono poi dei creativi così d'assalto).
Quelli fisicati, tranne uno. Quelli che non sapevano cantare, tranne uno. Quelli che non sapevano nemmeno scrivere i testi delle canzoni, tranne uno. Quelli che pero' un merito glielo devo riconoscere: di aver contribuito all'iniziazione di un onirico e fantasioso immaginario erotico di noi quindicenni di allora.
Mi includo nel discorso - mi pare in un qualche modo doveroso (dopo la raccolta delle figurine, i poster attaccati in classe e la crisi esistenziale per non avere avuto il permesso per andare al concerto. IL concerto. Si parla di roba di vita o morte, eh).
Questo merito, comunque, si è dimostrato poi poco lungimirante, di fatto -  in quanto tutti gay (probabilmente) tranne uno.
(Ma a noi ragazzine ingenue non lo aveva detto nessuno che a Mark Owen sarebbe piaciuto molto di più il nostro compagno di banco in via di sviluppo con il ciuffo ingellato e la voce da transessuale - che la nostra scollaturina appena accennata dovuta a  prima mestruazione imminente).

Comunque.

Questo per dire che.
Rieccoli. 
Pronti a calcare il palco dell'Ariston (immaginatevi che in contemporanea della loro entrata plateale parta la musichetta di "Meteore" - D.Bowie "Starman").

Ah no? Boulevard Nostalgia, cazzo. 

Pure se un tantino invecchiati.
Pur sempre un tantino gay (Mark è sempre un gran figo, comunque. A mio avviso. D'altra parte si sa - i gay spesso sono esemplari sprecati per il mercato di abbordaggio femminile).
Formazione della vecchia guardia.

C'è che però, a me piace ricordarli così.

Quando ancora non avevo un'etica musicale. Quando ancora mi accontentavo di due cori e un balletto a caso.
E soprattutto, quando ancora ero ignara di un fatto: di quanto avrebbe massacrato i coglioni il Festival di SanRemo nella vita di ogni essere umano nato in questo paese contraddittorio. Per 61 anni consecutivi e chissà quanti ancora.




Ai posteri l' ardua sentenza.